L’albergo sulla spiaggia a Francavilla: progettista infastidito dalle polemiche

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’albergo sulla spiaggia a Francavilla: progettista infastidito dalle polemiche
FRANCAVILLA. Chissà perché è così difficile parlare dell’albergo in costruzione sull'ultimo lembo di spiaggia tra Francavilla e Pescara... Un novello “Fuenti”, modello per eccellenza di ecomostro, quello però abbattuto dopo trent’anni di vita nella splendida Costiera amalfitana.
Da noi invece si costruisce letteralmente sulla spiaggia con una gru piantata a meno di 10 metri dallo stabilimento balneare. Abbiamo allora cercato di saperne di più contattando l'architetto responsabile che non è saltato dalla gioia.
«Pronto? Cercavo l'architetto Antonucci. Sono un giornalista di PrimaDaNoi.it». «Non c'è. Può dire a me»
«Volevo parlare con lui del progetto di Viale Alcione, della costruzione sulla spiaggia».
«Riferisco, chiami più tardi».
Squilla a lungo il telefono dopo un'ora e dopo un'altra ora, pur in orario di ufficio. Non è la prima telefonata a vuoto su questo argomento.
Saranno le polemiche sui quotidiani locali, oppure le iniziative di “indignazione” degli ambientalisti ed in particolare di Primo Foglio, fatto sta che sull'argomento si cerca di glissare, gli appuntamenti saltano, sono continue le amnesie dei consiglieri comunali della passata amministrazione.




L'ex sindaco è in campagna elettorale e su di lui c'è silenzio stampa per gli argomenti extra elezioni.
Quindi parlare con Rocco Antonucci, il progettista del complesso immobiliare in costruzione, potrebbe illuminare aspetti rimasti incompresi.

E se il telefono è muto, forse conviene andarci di persona.
Le strade attorno al Comune di Francavilla, lì dove ha il suo studio l'architetto, sono buie o semplicemente poco illuminate.
Mi viene in mente Catania, con il blocco dell'illuminazione pubblica in seguito al dissesto delle casse comunali.
Francavilla si prepara sperimentando il buio?
La luce filtra dalla vetrina di uno studio tecnico.
«Cerco l'architetto Antonucci».
«Sono io, mi dica».
E' sorpreso il progettista tanto che non riesce a dissimulare un certo fastidio.
«Non voglio parlare con la stampa. Già se ne è parlato troppo e le polemiche sono state personalizzate – dichiara un po' seccato – tra l'altro mi hanno detto che dovrei vergognarmi di aver firmato quel progetto. Naturalmente non è così: un progettista si deve vergognare solo se progetta male. Ma non mi accusano di questo, mi gettano addosso polemiche politiche nelle quali non voglio entrare».
«Mi faccia parlare con chi le ha dato l'incarico».
«No. Non insista. Mi risulta che anche la committenza non voglia alimentare queste polemiche e che ha deciso di non parlare con la stampa. Tra l'altro non gradisce che si parli di palazzinari e di cementificazione: questi sono appartamenti turistici, è un progetto di ampio respiro, in regola con le autorizzazioni».
Rispetto la scelta di non parlare e vado via.
Anche perché sul banco degli accusati non c'è nessuno, ancora, anche se c'è un esposto in procura, e si cerca solo di avere ed offrire una informazione corretta. Ma certe reticenze è ovvio che non aiutano.
Non aiutano ad informare e nemmeno a dissipare eventuali dubbi, pure legittimi.
“A monte” -si direbbe- c'è una scelta amministrativa del Comune di cancellare quasi cinquemila metri di spiaggia sopravvissuta agli assalti del cemento.




 Chissà a cosa pensava la Giunta comunale che ha autorizzato quella costruzione...
Con il pretesto del turismo ha dato il via ad una costruzione sul mare, sempre più difficile farlo in Italia per i vincoli paesaggistici. Eppure Francavilla ha una esperienza consolidata negli anni che le è valso il titolo di città di mare ma senza lungomare.
L'esperienza passata non è servita e si va avanti.

Sebastiano Calella 07/11/2008 15.18



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