Tagli ai consultori, la Commissione Pari Opportunità protesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Solo pochi mesi fa la Asl aveva ricevuto il “bollino rosa”, riconoscimento conferito alle aziende che attuano servizi per migliorare la qualità di vita delle donne.
Oggi, invece, taglia drasticamente il numero dei consultori presenti sul territorio provinciale, evidenziando disinteresse verso le richieste provenienti da molte donne, soprattutto indigenti, minorenni e immigrate, che vi si rivolgono per dare risposta ai loro problemi.
«Ci troviamo di fronte ad uno svilimento dell'informazione e della consulenza alle donne», si legge in una nota della commissione pari opportunità della Provincia di Teramo, «deciso d'imperio dai dirigenti dell'Azienda senza neppure consultare gli organismi previsti dalla norma e quelli che si occupano di tematiche femminili. Un provvedimento che non può assolutamente essere chiamato riorganizzazione o razionalizzazione visto che la dismissione non è accompagnata da misure che assicurino la trasformazione degli otto consultori rimasti in centri di eccellenza, dove l'attività venga svolta in strutture adeguate e con personale sufficiente, dove si preveda la presenza di mediatrici culturali per facilitare i rapporti con le immigrate e che siano facilmente raggiungibili dalle donne che si servono dei mezzi pubblici (emblematica è la localizzazione del consultorio di contrada Casalena a Teramo)».
La Commissione per le Pari Opportunità spera che la Asl, «abbandonando la logica aziendale ,che certamente non si confà alla tipologia del servizio reso e alla gestione del denaro pubblico, riveda la sua posizione e decida per un modello operativo basato sull'offerta attiva che contrasti le disequità territoriali e sociali».

06/11/2008 14.13