Ecco il sistema ettometrico, le immagini della "cerniera" del centro storico

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ecco il sistema ettometrico, le immagini della "cerniera" del centro storico
CHIETI. Un progetto innovativo, già sperimentato in altre città d'Italia, e pronto per arrivare anche a Chieti. L'amministrazione comunale ne è entusiasta. I progettisti spiegano i dettagli.
Si chiama "sistema ettometrico" e sarà in pratica un tunnel pedonale di 130 metri che perforerà la collina di colle San Gallo e una risalita con ascensori per portarsi al raccordo sottostante piazza
Barbella. Il sindaco Ricci lo ha ribattezzato «la cerniera tra il terminal e corso Marrucino».
L'obiettivo è quello di alleggerire il centro dal traffico e mandare in pensione la scala mobile che spesso si ferma.
Questo sistema di Mobilità alternativa è già in funzione da anni a Perugia, Gubbio e Spoleto.

 I due ascensori avranno una capienza di 21 persone con una capacità del sistema variabile tra le 800 e 1200 persone all'ora.
La soluzione progettuale permetterà, secondo le stime effettuate, di coprire ampiamente la domanda attuale e gli scenari futuri in un orizzonte temporale 2015-2020, tenuto conto anche della potenziale
attivazione del servizio navetta dalla stazione di Chieti Scalo.
L'idea, spiega l'architetto Gianluca Mezzanotte della società di ingegneria LandBau Srl che ha coordinato la progettazione strutturale dell'ingegnere Roberto Raciti, è quella «in un futuro» di inserire tapis roulant e ascensori lungo una serie di percorsi, che permetterà di raggiungere tutti i principali punti di interesse del centro storico in meno di 300 metri e in non più di dieci minuti di tempo, muovendosi sempre in piano o in discesa (sia all'andata che al ritorno).


 


L'IMPATTO VISIVO

Secondo i progettisti l'impatto visivo del nuovo sistema è «molto basso», perchè il percorso meccanizzato «è interamente sotterraneo (fino a 35 metri di profondità) e si sviluppa all'interno di una galleria lunga circa 126 metri, collegata in superficie con una serie di due ascensori antincendio».
Inoltre l'uscita del percorso è prevista in adiacenza di edifici pubblici o di interesse pubblico.
Il progetto di Chieti non si distingue solo per l'estensione dei sistemi meccanizzati e per gli obiettivi ambiziosi che vuole raggiungere, ma anche per la complessità di un intervento quasi
interamente in sotterraneo.


 


«Si tratta quindi di una situazione di scavo che è stata sempre valutata preventivamente con numerosi i saggi», spiegano i professionisti, «e rilevamenti geologici come si può facilmente
evincere dalla relazione geologica».
Trattandosi di una galleria pedonale quest'opera ha dimensioni abbastanza ridotte, è lunga circa 130 metri, per un diametro di scavo di circa 6 metri, che si riduce ulteriormente con il rivestimento.
Il cantiere prevede un unico punto d'ingresso e uscita per i mezzi operativi e il materiale di scavo, collocata all'imbocco sud, dall'area del parcheggio di piazza Matteotti: così sarà fino al
raggiungimento e alla creazione del pozzo, scavato dall'interno della galleria.
Tutto il sistema inoltre è interamente accessibile alle persone diversamente abili e prevede percorsi per ipovedenti tipo Loges e segnaletica in Braille.

I MATERIALI UTILIZZATI


Si è scelto di utilizzare, per i pavimenti, materiali legati alla tradizione di Chieti come gli acciottolati e le lastre di basalto per "ricucire" il tratto a confine di Corso Marrucino.
Per i volumi degli ascensori sono state scelte superfici di vetro che aiutino a smaterializzare i piani e infine la porta d'ingresso resa visibile da una struttura irregolare in lamiera di acciaio Corten-A
che ha la funzione di segnalare l'ingresso al sistema ettometrico e al piano "archeologico" sotterraneo.
Sono presenti a questo livello anche degli "squarci" (realizzati in vetro e pietra bianca della Majella) nella pavimentazione che lasciano intuire il piano sottostante e allo stesso tempo possono essere usati come panchine per la sosta.





IL PIANO ARCHEOLOGICO


Il piano archeologico è nato in sinergia con la Sovrintendenza archeologica dall'esigenza di dover dare una "porta" d'accesso ai tesori della Chieti sotterranea.
Il progetto è quindi solo un inizio per collegare in futuro le varie aree che nelle vicinanze possono essere collegate con un percorso ipogeo. Attualmente la sistemazione prevede un percorso sospeso sugli scavi e la realizzazione di un blocco servizi.


 



L'IMBOCCO DEL TUNNEL


L'imbocco del tunnel è stato pensato come una cerniera che ha la funzione di raccordare sia il parcheggio-terminal autobus esistente sia quello in ampliamento.
La collocazione in quota a 6,50 metri ha da un lato il compito di interagire e implementare l'infrastruttura esistente delle scale mobili (che scarica verso la piazza della Cattedrale) dall'altro di
sovrastare il traffico di via Gran Sasso.
Tutti i materiali utilizzati sono per avere una lunga durata e una bassa manutenzione. A questo livello è previsto un ufficio di controllo per la videosorveglianza del tunnel e degli ascensori e un
locale tecnico per l'installazione degli impianti di controllo e di sicurezza.

a.l. 06/11/2008 11.28





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