Potabilizzatore Chieti: «che fine hanno fatto i 20 mln di euro spesi?»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Intervenga il Commissario straordinario per il bacino Aterno-Pescara Goio per sapere che fine abbiano fatto i finanziamenti del potabilizzatore di San Martino a Chieti».

Ad avanzare la richiesta sono stati questa mattina il capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia e il consigliere comunale Pdl Lorenzo Sospiri al termine della seduta della Commissione consiliare Ambiente che si è occupata del problema del potabilizzatore con l'audizione di un tecnico dell'Ato.
«Sono stati spesi oltre 20 milioni di euro per costruire un potabilizzatore mai entrato in funzione e che difficilmente potrà essere attivato», ricordano i due esponenti del centrodestra. «Ci sono poi oltre 32 milioni di euro messi a disposizione da anni per disinquinare il fiume Pescara e che continuano inspiegabilmente a non essere utilizzati».
Mascia e Sospiri ricordano anche che lo scorso luglio il sindaco D'Alfonso annunciò l'inizio di interventi di riqualificazione che poi «sono rimasti lettera morta».
I lavori di costruzione della struttura sono cominciati nel '99 e almeno sulla carta, l'impianto serviva per sopperire alle carenze idriche che già si cominciavano ad avvertire su Pescara e Chieti.
In sostanza l'impianto avrebbe permesso di potabilizzare le acque accumulate nella vasca Enel di San Martino per poi distribuirle alle utenze tramite una rete duale, garantendo un ulteriore approvvigionamento pari ad almeno 500 metri cubi d'acqua al secondo.
Tra l'altro parte della rete duale è anche stata regolarmente realizzata sul territorio di Pescara, con l'obiettivo di dare ad alcune utenze, come autolavaggi e stabilimenti balneari, la possibilità di usufruire di una seconda rete idrica da utilizzare per fini non alimentari.
Per il progetto sono stati spesi oltre 20 milioni di euro (40 miliardi di vecchie lire), il potabilizzatore è stato terminato nel 2006, ma a settembre scorso, sorpresa, è arrivato il diniego di Asl e Regione a utilizzare l'impianto perché l'acqua del fiume che verrebbe captata e potabilizzata è troppo inquinata e oltrepassa abbondantemente i limiti di legge.
«A questo punto», hanno sottolineato il capogruppo Albore Mascia e il consigliere Sospiri, «ci chiediamo perchè e con quale criterio siano stati spesi 20 milioni di euro per costruire un impianto inservibile, mentre Pescara e Chieti continuano a soffrire per una rete idrica sotterranea colabrodo, vecchia e insufficiente: appena un mese fa mezza città, l'intera Porta Nuova, è rimasta a secco proprio per la rottura di un'unica condotta vecchia di quarant'anni. Venti milioni di euro avrebbero permesso di rimettere in sesto le reti sotterranee di buona parte di Pescara. Ma soprattutto oggi ci chiediamo che fine abbiano fatto i 32 milioni di euro stanziati da anni proprio per ripulire il Pescara, fondi messi a disposizione del Commissario straordinario Goio».

05/11/2008 15.59