Il Megalò non sarà più solo: altri centri commerciali in zona esondazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il Megalò non sarà più solo: altri centri commerciali in zona esondazione
ABRUZZO. Arrivano senza sosta le proposte di cementificazione del territorio abruzzese che sempre di più si sta avviando sul “Modello Veneto” denunciato da chi ha a cuore il paesaggio.
Domani il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo dovrà esaminare un altro lotto del cosiddetto PRUUST “La Città Lineare della Costa” con cui fu autorizzata la costruzione del Megalò.
Il centro commerciale di Chieti fu realizzato in piena area di espansione del Fiume Pescara alzando dei mega-argini che non hanno fatto altro che trasferire il rischio più a valle in caso di piena.
Ora, sfruttando anche questa situazione, si vorrebbe completare l'opera con la costruzione di 5 edifici, di cui 4 ad uso commerciale e uno ad uso di albergo nel territorio di Chieti scalo e di Cepagatti.
Il tutto su ben 8 ettari di terreni, con oltre 3 ettari di superficie edilizia e 2,3 di superfici coperte.
Il Wwf non ci sta.
«L'occupazione del suolo in Abruzzo è a livelli chiaramente insostenibili, con una cementificazione che sta invadendo quelle che dovrebbero essere fasce tampone e filtro tra aree urbanizzate e fiume», spiega Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo, «chiediamo all'ufficio che deve occuparsi della valutazione di impatto ambientale di bocciare questo progetto che è l'ennesima dimostrazione della direzione sbagliata che può prendere l'urbanistica. Infatti mentre in Germania si producono progetti e piani per la riqualificazione dei land, spesso portati ad esempio in Abruzzo, nella nostra regione si continua a guardare al suolo e al territorio come ad una risorsa infinita nella concretezza».
Secondo l'associazione ambientalista sarebbe un modello di sviluppo miope e sbagliato.
«Ci piacerebbe sapere», ha aggiunto Caserta, «quali sono gli indicatori di sostenibilità del progetto per quanto riguarda l'uso dell'acqua, visto che da anni Chieti Scalo è in emergenza idrica e che arriverebbero migliaia di persone ad appesantire il carico umano presente nell'area. Lo stesso dicasi per le emissioni, ormai al limite nell'area e che verrebbero peggiorate per l'arrivo di centinaia di auto al giorno. Infine abbiamo chiesto al Comitato Via di sottoporre a valutazione non solo i 5 edifici ma anche tutte le opere propedeutiche all'intervento facenti parte della scheda PRUUST, come i mega-argini che hanno reso possibile la riclassificazione delle aree a rischio esondazione in una categoria più bassa alzandola altrove. In generale è un intervento del tutto insostenibile, sia ambientalmente che socialmente».
Invita a fare bloccocontro l'approvazione anche Rifondazione comunista che si rivolge alle istituzioni locali.
«Consentire di costruire di nuovo su aree originariamente classificate a rischio esondazione è criminale e assurdo», sostengono Marco Gelmini e Maurizio Acerbo, «purtroppo la giunta regionale uscente e gli assessori competenti non hanno mai avuto il coraggio di imporre uno stop a certi progetti ereditati dal centrodestra. Rivendichiamo con orgoglio di essere riusciti, durante la nostra presenza nel governo della città di Pescara, di aver imposto la cancellazione di tutti i progetti PRUUST in deroga al piano regolatore. Purtroppo la Regione non ha avuto altrettanta determinazione, anche perchè dietro a molti interventi si muovono interessi politico-affaristici-professionali capaci di trovare ascolto politico trasversale».

05/11/2008 13.42

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=101]LA STORIA DELLA COSTRUZIONE DEL CENTRO COMMERCIALE MEGALO'[/url]