Così ho immaginato la nuova piazza San Giustino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Così ho immaginato la nuova piazza San Giustino
PARLA IL PROGETTISTA. CHIETI. «Gigi, secondo me abbiamo vinto perché la Commissione giudicatrice ha molto apprezzato un aspetto importante del nostro progetto: noi offriamo insieme risposte ai problemi di urbanistica e di architettura».
Gigi è l'architetto Pierluigi Gentile, capogruppo della squadra che ha vinto a Chieti il "Concorso di idee per la riqualificazione di piazza Vittorio Emanuele II".
Chi parla è invece una componente del team vincitore, l'architetto Maria Cicchitti, che è anche moglie di "Gigi".
Più nota come Piazza San Giustino, questo spazio vuoto al centro della città è da anni argomento di polemiche politiche e di proposte di utilizzazione: oggi è un parcheggio a pagamento, dopo aver ospitato anche gli autobus urbani e dopo che qualche sindaco ha vinto le elezioni promettendo prima - e dimenticando poi - di liberare la piazza dagli automezzi.
«Si, è proprio così – conferma l'architetto Gentile – questa è una piazza non vissuta e non conclusa, che abbiamo cercato di far rivivere. Probabilmente appartenere a questa città ci ha fatto maturare scelte vissute e storicamente agganciate alla vita originaria della Piazza».
In pratica, il problema urbanistico da risolvere dipendeva dall'apertura di Via Ulpia, oggi la parte terminale di Corso Marrucino che sbocca in via Arniense.
Nel 1889, con una serie di demolizioni e di sbancamenti, questa strada sottrasse alla piazza la sua centralità.
E San Giustino da allora ricoprì un ruolo marginale rispetto all'uso quotidiano e mantenne solo un ruolo istituzionale, con il Tribunale ed il Comune.
Dal punto di vista architettonico, come noto, la Cattedrale ha subìto una serie di interventi successivi che ne hanno modificato l'aspetto originale.



Le due attuali scalinate non esistevano come sono oggi ed il progetto che ha vinto propone di collegarle con un "podio", una specie di piede della chiesa, come era in antico.
«Questo podio – spiega l'architetto Gentile – risolve anche il collegamento tra la quota della chiesa, che era più alta, e quella della piazza. Inoltre si tratta di una struttura che arricchisce la possibilità di uso esterno della Cattedrale, ma che soprattutto accentua la sua monumentalità».
Un altro elemento importantissimo e nuovo è il "Molo", cioè un tappeto di legno che da sotto i portici di Palazzo Mezzanotte si protende verso l'esterno della piazza, fino a raggiungere l'attuale fermata degli autobus sulla circonvallazione: «Questa strada – sottolinea Pierluigi Gentile – serve ad estendere la piazza verso l'esterno, cioè verso il panorama della Val Pescara circondata dai monti. Inoltre lega la percorrenza alle funzioni della Piazza, in questo caso anche commerciali. C'è poi una striscia verde, parallela in parte a questo percorso pedonale, ci sono infine le panche collettive per chi si vuole sedere di fronte al monumento. L'illuminazione è con quattro giraffe (pali, ndr), ma anche a pavimento ed inserita nei gradini della chiesa e del podio. Il tutto anche per sfruttare il bianco della pietra di Pacentro che sarà utilizzata per la pavimentazione. Una striscia laterale sarà realizzata con una pietra della Croazia, colore grigio pavone».
Apertura del cantiere? «Il concorso è stato rapido, con 13 gruppi partecipanti. Anche la realizzazione vedrà tempi brevi? Diciamo che la speranza è di iniziare la prossima primavera».
«Foto antiche ritraggono persone sedute sotto i lampioni, perché San Giustino era "vissuta" - conclude l'architetto Maria Cicchitti -. I cittadini ci vogliono andare, vogliono viverla e noi ne abbiamo tenuto conto. Infatti la piazza è stata tenuta la più vuota possibile, proprio per favorirne l'uso».

Sebastiano Calella 05/11/2008 9.42