Rifiuti Roseto, altra stangata in arrivo?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROSETO. Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che a partire dal 1 gennaio 2009 la Sogesa, braccio operativo del Cirsu, chiederà un altro 40% in più per i costi relativi ai servizi di raccolta e smaltimento resi ai comuni soci.

Ad annunciarlo è stato Gabriele Terramani, membro del coordinamento comunale e provinciale di Forza Italia di Roseto.
«Sembra», spiega Terramani, «che il sindaco di Roseto abbia già dato il suo ok all'ennesima batosta che si abbatterà sui suoi concittadini. Questa indiscrezione potrebbe concretizzarsi in un'altra stangata (l'ultimo aumento della Tarsu fu del 60%)».
L'esponente del Pdl enuncia così quelli che definisce «i numeri dello sperpero»: per la gestione dei rifiuti dei comuni consorziati di Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Morro d'Oro, Notaresco, Mosciano e Bellante ci sono 3 società: Cirsu SPA, Cirsu Patrimonio e Sogesa (società mista pubblico – privato, ma controllata per il 51% dal Cirsu).
«Queste tre società nel loro complesso hanno 3 consigli d'amministrazione, 3 collegi sindacali, 3 presidenti e 2 direttori generali, che in un anno costano alla collettività oltre 500.000 euro, una cifra esagerata e per questo i cittadini sono chiamati a rispondere di continui aumenti».
Questi costi sono «del tutto inconcepibili», continua Terramani, «soprattutto se si pensa che il consorzio Mo.Te., di cui fa parte anche il comune di Teramo, copre un numero maggiore di comuni ed abitanti. Infatti, gli abitanti serviti dal Cirsu sono c. 65.000, mentre quelli serviti dal Mo.Te. ne sono oltre 150.000, ma i costi delle cariche societarie, comprese quelle della controllata Te.Am., non vanno oltre le 150.000 euro, ovvero 3 volte meno rispetto al Cirsu».
Tra il Cirsu e il Mo.Te. c'è un vero e proprio abisso che va a netto vantaggio del secondo consorzio. «Questo è uno sperpero assurdo e inaccettabile. Perciò Cirsu e Sogesa hanno accumulato debiti che, ultimamente, si sarebbero improvvisamente ridotti, si fa per dire, a soli 5 milioni di euro. Ma sarà poi vero?»
Un'altra questione che va affrontata «con urgenza», secondo l'esponente del Pdl, «riguarda la bomba ecologica rappresentata dalla discarica del Cirsu di Grasciano. Tutti ricordiamo quanto detto dal dirigente regionale Gerardini, che già a giugno scorso avvertiva che la discarica del nostro consorzio era esaurita già da un anno. Ciononostante a Grasciano si continuano a conferire i rifiuti. Non vorremmo che questa bomba a orologeria esplodesse all'improvviso, tra lo stupore generale».


31/10/2008 17.28