Depuratore Pescara: «nove mesi di investimenti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Nove mesi di investimenti e opere per ottimizzare il funzionamento del depuratore di Pescara: è stato questo l'impegno profuso dall'Aca Spa».
L'azienda ha assunto la gestione dell'impianto, in qualità di custode
giudiziario, lo scorso 28 gennaio, come disposto dalla Guardia
Forestale dopo il sequestro della stessa struttura.
Lo ha ricordato l'ingegner Lucia Bergia, responsabile settore
depurazione dell'Aca S.p.A. di Pescara, ai membri della Commissione
Ambiente del Comune di Pescara nel corso della seduta di ieri
convocata dal presidente Mario Sorgentone proprio per fare il punto
circa la situazione in cui versa attualmente il depuratore di via
Raiale.
«Dal primo giorno di gestione – ha ammesso l'ingegner Bergia – abbiamo verificato alcune carenze strutturali e amministrative dell'impianto di Pescara».
Carenze che hanno spinto l'Aca ad attuare alcuni interventi e
investimenti immediati per migliorare il processo di depurazione dello
stesso impianto, anche attraverso l'acquisto di attrezzature nuove.
«Ricordiamo», ha detto Bergia, «che la struttura risale al 1980 e le
ultime opere di miglioria sono state realizzate nel 1989, ossia più di
19 anni fa. Appena l'Aca è stata nominata custode giudiziaria del
depuratore, ha subito programmato interventi a breve temine che
potessero migliorare il funzionamento dello stesso impianto».
Per questo sono state acquistate apparecchiature di riserva, nuove
pompe e uno strumento necessario per aumentare l'ossigeno liquido
nella vasca di ossidazione in modo da migliorare sensibilmente lo
stesso processo di depurazione.
«Attualmente», ha chiuso Bergia, «le analisi effettuate
quotidianamente dimostrano che il depuratore funziona rispettando
parametri qualitativi stabiliti dalla legge».
Nel contempo sono iniziati anche i lavori per l'installazione di un
nuovo sistema di filtraggio e per l'adeguamento della gestione dei
fanghi, opere che dovranno essere concluse entro la fine del 2008 e
che rientrano in un Project Financing elaborato dall'Ato pescarese e
realizzato tramite la ditta Di Vincenzo, la stessa che ha gestito
l'impianto fino al momento del suo sequestro.

23/10/2008 14.48