L'inchiesta Ciclone non si smuove: tutto rinviato al 4 febbraio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Tutto rinviato al 4 febbraio 2009. Il motivo: difetto di notifica. Tradotto: non tutti gli indagati sono stati avvertiti dell'appuntamento. Così si è conclusa nel giro di 45 minuti l'udienza preliminare davanti al gup, Maria Gabriella Tascone, per l'inchiesta Ciclone.
Gli indagati, 36 in tutto, non si sono visti (c'era solo l'ex capo di
gabinetto di Cantagallo, Lamberto Di Pentima), in compenso c'erano
tutti i difensori ad affollare la piccola stanza del primo piano del
tribunale di Pescara.
Non si è parlato del merito ed ufficialmente è come se l'udienza non
fosse mai cominciata.
Occorrerà attendere 4 mesi per avere un probabile rinvio a giudizio. A
questo punto sarà molto difficile che l'eventuale processo possa
cominciare prima della prossima estate.
I difensori dal canto loro non credono nelle "certezze" prodotte dalla
procura ed ognuno promette di dare battaglia anche se strategie
difensive vere e proprie non ce ne sono ancora perché troppo presto.
In aula per pochi minuti anche l'attuale sindaco di Montesilvano,
Pasquale Cordoma, per la costituzione di parte civile.
«E' un atto dovuto che dovevo fare nei confronti della cittadinanza,
non per vendetta ma per
giustizia», ha detto all'uscita ai microfoni dei giornalisti.
Da parte sua il legale del Comune, l'avvocato Tommaso Mancini,
parlando dell'inchiesta ha detto: «ritengo sia provata la
responsabilità, ma ognuno ha le sue opinioni, vedremo nel corso
dell'udienza preliminare e poi nel dibattimento».
In caso di provata colpevolezza e dunque di sentenza definitiva il
Comune, costituendosi parte civile, potrebbe ricevere un congruo
risarcimento per i danni eventualmente riconosciuti alla collettività
che gli imputati dovranno pagare.
Pare vi sia accordo anche con il pm, Gennaro Varone, sulla necessità
di avere la trascrizione di tutte le intercettazioni per aggirare i
problemi dovuti al software utilizzato per la masterizzazione degli
originali.
L'avvocato Sabatino Ciprietti, legale dell'ex assessore Guglielmo Di
Febo, ha detto che «c'è la richiesta di avere la trascrizione degli
interrogatori totale, per vedere se tutto è conforme a quello
che abbiamo già letto o se ci sono delle diversità o chiarimenti da
dare sui discorsi completi o parziali».
Cipiretti poi ha aggiunto che non ci sono linee difensive comuni tra i
vari legali e che la sua è quella di «cercare di dimostrare
l'inconsistenza e l'infondatezza delle accuse e, quindi, l'innocenza
dell'imputato».
Sarà richiesta anche una nuova perizia contabile, assistita anche dal
consulente della difesa, per verificare se quanto riportato dalle
indagini è corretto circa gli accertamenti patrimoniali ed i riscontri
delle ditte coinvolte.
Sugli accertamenti patrimoniali e sulla documentazione commerciale
della ditte si fondano gran parte delle prove delle presunte tangenti.

22/10/2008 13.44
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17415]L'ARTICOLO DI IERI[/url]