Università: lauree e lavoro, indagine conferma divario paese

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA RICERCA. A poco più di un anno dal conseguimento della laurea triennale, quasi la metà dei laureati decide di proseguire gli studi (42,2 per cento), mentre il 44% trova lavoro e l'11,3% cerca un'occupazione.
Tra chi non continua gli studi otto su dieci trovano lavoro. Ma, se al Nord sei laureati triennali su dieci lavorano subito, la percentuale scende al 22,7% a Napoli e al 30,9% a Palermo.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nell'indagine occupazionale Stella (Statistiche in tema di laureati e lavoro) 2008, svolta intervistando i laureati nell'anno solare 2006 in 14 Università italiane.
La popolazione e' costituita da 39.276 laureati in corsi di studio del nuovo ordinamento, pari a un quinto del numero totale dei laureati italiani.
Il rapporto nazionale sul profilo e la situazione occupazionale dei laureati e' stato presentato a Palazzo Steri, sede del rettorato di Palermo, dal rettore di Palermo Giuseppe Silvestri, dal rettore di Milano Bicocca e presidente del Cilea, Marcello Fontanesi, dai componenti del comitato scientifico Stella, Maurizio Carpita, Nello Scarabattolo e Ornella Giambalvo, che ha illustrato i dati relativi al
placement dei laureati dell'Ateneo di Palermo.
L'indagine conferma che sono le lauree a ciclo unico o le specialistiche a garantire una facilità maggiore a trovare lavoro, soprattutto in alcune discipline, dopo appena 4,4 mesi di attesa.
L'88,7% dei laureati specialistici si propone sul mercato del lavoro, il 77,3% dei quali nel settore privato, guadagna fra i mille e i 1.500 euro netti al mese, con una maggiore facilità dei maschi (96 maschi occupati ogni 100 forza lavoro, contro 90 femmine).
Al Sud si lavora soprattutto se si e' laureati in Ingegneria, mentre i laureati nei gruppi geo-biologico, scientifico e giuridico continuano a studiare.
La maggioranza dei laureati a ciclo unico (73,9%) si propone sul mercato del lavoro, con una maggioranza di femmine, ma rispetto ai laureati specialistici molti di più continuano gli studi.
I tempi medi di ingresso nel mondo del lavoro sono decisamente i più lunghi: in media più di sette mesi. Diventa preponderante la componente di dipendenti pubblici, soprattutto per la presenza
del gruppo medico, e solo il 16,4% e' dipendente a tempo indeterminato.
Discorso a parte merita la laurea triennale, che non riesce a garantire sbocchi occupazionali consistenti, tranne il settore sanitario (lavora l'87,7%) o l'insegnamento (trova lavoro il 72,9%).
Chi consegue la laurea triennale in Ingegneria continua gli studi nel 70,2% dei casi.

Il gruppo di laurea geo-biologico e' quello che crea più difficoltà a trovare lavoro su tutto il territorio nazionale, con picchi di sofferenza al Sud.
Il tempo medio per trovare un'occupazione e' di 5 mesi (6 mesi al Sud); i laureati nel gruppo medico sono i più veloci (3,7 mesi), mentre i laureati del gruppo psicologico solo dopo 6,8 mesi.
Gli occupati hanno un lavoro dipendente nel settore privato e guadagnano fra mille e 1.500 euro, con un salario più altro per i maschi.

21/10/2008 10.13