Resistenza a pubblico ufficiale, arrestati 7 rom

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Resistenza a pubblico ufficiale, arrestati 7 rom
PESCARA. Devono rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale sette rom, tutti pregiudicati, che il 6 agosto scorso nel quartiere Rancitelli di Pescara hanno minacciato alcuni agenti della Volante. (Nella foto il questore Cecere)* L'ALLARME DEL PDL SULLA SICUREZZA IN CITTA'
L'episodio contro le forze dell'ordine ha avuto inizio con l'inseguimento da parte degli agenti della Volante di un ciclomotore che non si era fermato ad un controllo.
Durante l'inseguimento però una vettura si è messa in mezzo tra l'auto della polizia e il ciclomotore. In questo modo gli agenti non sono riusciti a raggiungere e fermare il conducente del ciclomotore.
Mentre accadeva ciò sono scese in strada 200 persone che hanno iniziato ad inveire con minacce contro gli agenti, costretti a chiedere rinforzi.
I sette arrestati dalla Squadra mobile e dalla Squadra Volante
sono: Giuseppe e Giuliano Spinelli, di 25 e 35 anni, Alfredo, Franco, Franco, Guerino e Pierino Di Rocco, rispettivamente di 26, 22, 46, 48 e 58 anni. Le 7 misure cautelari in carcere sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara Maria Gabriella Tascone su richiesta del Pm Silvia Santoro.
Per il questore di Pescara Stefano Cecere quello accaduto il 6 agosto a Rancitelli «é un episodio molto grave che richiedeva una risposta precisa e determinata che c' è stata».
Il questore ha sottolineato che Rancitelli è una zona difficile ma particolarmente attenzionata dalle forze dell'ordine che vi svolgono continui controlli ordinari e straordinari.
Per Cecere però non basta e occorre un salto di qualità peraltro già cominciato con i sequestri di beni.
Cecere ha annunciato in proposito che sono state avanzate richieste perché vengano tolti appartamenti popolari a chi si accerta li utilizzi per attività di spaccio. Ha aggiunto che per sconfiggere gli episodi di criminalità a Rancitelli c' è inoltre bisogno dell'apporto dei cittadini.


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L'ALLARME DEL PDL SULLA SICUREZZA IN CITTA'

«L'emergenza sicurezza resta il fanalino di coda nella lista delle priorità della giunta D'Alfonso: il prefetto ha chiesto tre mesi fa l'installazione delle telecamere nel centro storico, e l'amministrazione continua a fare orecchie da mercante».
E' il commento del capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia dopo gli ultimi episodi verificatisi di nuovo a Pescara vecchia negli ultimi due fine settimana e, soprattutto, dopo l'appello giunto quest'oggi dal questore di Pescara.
«Domani si aprirà un nuovo fine settimana al centro storico – ha ricordato il capogruppo Albore Mascia».
In seguito ai due nuovi episodi Prefetto e Questore sono tornati a sottolineare la necessità di installare telecamere per garantire almeno la videosorveglianza a Pescara vecchia, impianti che faciliterebbero l'identificazione di chi delinque, impianti che erano già stati chiesti all'amministrazione comunale lo scorso luglio, dopo l'ordinanza 'coprifuoco', aprendo anche una trattativa con i titolari dei ristoranti del posto pronti a collaborare.
Quella trattativa si è però arenata «e la giunta D'Alfonso», attacca Mascia, «ha continuato a ignorare la richiesta».
Oggi un nuovo appello, ancora del questore, questa volta per il difficile rione Villa del Fuoco-Rancitelli. Ora il questore Cecere ha giustamente chiesto l'aiuto della pubblica amministrazione con l'applicazione di una norma regionale che rientra tra le competenze della giunta D'Alfonso: revocare l'assegnazione dell'alloggio popolare a chi usa quella stessa abitazione per delinquere, spacciare droga o altro, un provvedimento che consentirebbe di riportare calma e ordine in una zona critica della città, restituendo serenità alle decine di famiglie oneste che vivono nella zona.
«Questa», ha detto Mascia, «è una revoca che il Popolo della Libertà continua a sollecitare da sei anni, chiedendo un'azione forte e decisa da parte dell'amministrazione. Un'azione che però non è mai venuta e che ancora oggi, a ridosso delle elezioni, temiamo non verrà adottata».

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