Gli infermieri non ci stanno, riparte la protesta e vanno a Montecitorio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il segretario provinciale Nursind, Enrico Del Villano: «il 23 ottobre saremo 300 infermieri a Montecitorio». Dieci le richieste dei lavoratori abruzzesi.


Il prossimo 23 ottobre dalle 9 alle 13 un presidio di 300 infermieri manifesterà a Montecitorio per chiedere ai deputati di farsi carico delle difficoltà della categoria e stimolare il Governo ad adottare idonei provvedimenti.
«Le motivazioni che stanno alla base della mobilitazione sono conseguenti allo stato di estrema sofferenza in cui versano gli infermieri italiani».
Il Governo ha ritenuto «di procedere a tagli dei fondi contrattuali e degli stipendi degli infermieri, piuttosto che adeguarli alla media salariale europea e far riconoscere l'alto valore sociale della professione».
Le richieste che gli infermieri avanzano attraverso il primo sindacato nazionale che li rappresenta sono chiare: rivedere l'inasprimento delle fasce orarie di reperibilità per il controllo fiscale in caso di malattia, eliminare la sottrazione di risorse economiche dai fondi per la contrattazione aziendale verso i bilanci aziendali in caso di malattia, togliere il dirottamento del 20 per cento dei risparmi derivanti dal rapporto di lavoro part-time, dal fondo della produttività al bilancio aziendale, eliminare il discrimine rispetto al lavoro privato nella fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92.
E poi ancora, gli infermieri chiedono il riconoscimento del carattere usurante del lavoro infermieristico, l'aumento ragionevole nello stanziamento economico per il rinnovo dei contratti, l'istituzione di un'area contrattuale separata per il personale infermieristico e per le professioni sanitarie, la possibilità di svolgere l'attività libero professionale in regime di esclusività, l'istituzione dell'Ordine professionale degli Infermieri e la detassazione delle ore straordinarie, come previsto per i lavoratori dipendenti del privato.
«Per quanto riguarda la situazione provinciale», continua Del Villano, «auspichiamo la piena attuazione del Piano sanitario regionale, specialmente in riferimento alla Rete dell'Emergenza-Urgenza molto carente nell'area del Medio e Alto Vastese».
17/10/2008 12.15