I tagli del Governo mettono a rischio la ricerca

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

634

L'AQUILA. Anche i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, i laboratori sotterranei più grandi ed avanzati del mondo, saranno penalizzati dal taglio previsto dalla recente legge 133/08 che riduce la pianta organica degli enti pubblici.
Il taglio previsto, che riguarda anche gli Enti di Ricerca sarà del 10%: l'attuale pianta organica è di 1909 unità, il taglio le porterebbe a 1720.
La prima pesante conseguenza, spiegano i diretti interessati, sarà quella che diversi ricercatori e tecnologi, coinvolti da molti anni
nelle attività di ricerca, saranno costretti ad abbandonare il proprio posto di lavoro, «vanificando anche l'investimento compiuto per
portarli ad elevati livelli di competenza».
Ieri, ai Laboratori del Gran Sasso, come in tutte le sedi dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in Italia, il personale si è riunito in assemblea per discutere della grave situazione che minaccia il futuro della ricerca.
«Per il nostro Ente», hanno spiegato, «questo taglio, indipendentemente dall'emendamento sul blocco del processo di
stabilizzazione, non permetterà, per almeno 3 anni, di bandire nuovi concorsi per l'assunzione di personale che sostituisca quello andato
in pensione. Questa situazione, che viene ad aggiungersi a 6 anni di sostanziale blocco delle assunzioni, porterà ad un ulteriore
invecchiamento della nostra comunità scientifica».
Le centinaia di precari, che da anni svolgono con elevatissima competenza compiti di grande responsabilità anche in progetti
internazionali (come Lhc al Cern di Ginevra), vedono allontanarsi la possibilità di mettere a frutto, a vantaggio del proprio paese, le
competenze acquisite.
«Dare una possibilità di inserimento a chi ha acquisito queste alte professionalità», hanno detto gli scienziati, «è essenziale non solo
per evitare di disperdere, in tutti i paesi d'Europa e del mondo, una generazione di scienziati brillanti che costituiscono un ingente
investimento formativo della collettività, ma anche perché è solo attraverso il lavoro di ricerca che sarà possibile mantenere livelli
di competitività e innovazione atti ad assicurare lo sviluppo del nostro paese».
L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare da oltre 50 anni porta avanti la ricerca e lo sviluppo tecnologico nella fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare, con risultati di eccellenza, riconosciuti a livello internazionale.
Per sostenere tale ricerca, il capitale umano è una delle risorse fondamentali e va coltivato nel tempo mantenendo e trasmettendo alle nuove generazioni il livello delle competenze acquisite.

«Il settore della ricerca», hanno spiegato ancora, «ha bisogno di un riferimento normativo e di un quadro economico stabili e che evolvono
nel tempo in maniera graduale, sia per le risorse finanziarie che per quelle umane».
Negli ultimi anni il settore della ricerca in Italia è stato invece coinvolto nell'evoluzione del quadro normativo generale del pubblico
impiego che, seguendo criteri spesso improntati ad una esigenza di risparmio, non ha tenuto in conto le esigenze specifiche e le
peculiarità del comparto ricerca.
Il Consiglio Direttivo dell'Istituto Nazionale, si augura l'apertura di un tavolo con i Ministri competenti «nel quale affrontare le
questioni specifiche che attengono ai finanziamenti e al personale della ricerca pubblica.
Ci auguriamo che il tavolo di discussione recentemente annunciato dal Ministro della Funzione Pubblica rappresenti un primo importante passo
in questa direzione».

16/10/2008 9.28