«Pestati a sangue dopo la partita Pescara-Lanciano»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Una partita finita 0-0 tra Lanciano e Pescara domenica scorsa a Vasto, perché all'Adriatico ci sono i lavori in corso. Dopo l'incontro è avvenuto uno scontro tra tifosi, ormai lontani dallo stadio.
A farne le spesa padre e figlio che, secondo il racconto delle vittime, sarebbero stati inseguiti e malmenati.
L'episodio lo racconta Donato Fioriti, presidente del Cipas Abruzzo che sottolinea come «l'osservatorio nazionale la considerasse una partita a rischio, si trattava infatti di un derby».
Padre e figlio escono dallo stadio di Vasto e si incolonnano per allontanarsi dalla città e far ritorno a Lanciano, ma accade l'impensabile. «Prima di imboccare l'autostrada A14», racconta Fioriti, «vengono tallonati da un'Audi A6 con a bordo cinque tifosi biancazzurri».
Qualche scaramuccia nel traffico e dagli insulti si passa alle vie di fatto.
I due tifosi del Lanciano «vengono costretti a fermare la vettura. A quel punto succede l'inferno: la coppia, viene insultata e pestata a sangue. Un' aggressione brutale», prosegue Fioriti, «che non da loro scampo, i sedicenti tifosi pescaresi sono in cinque».
Dopo un'ulteriore minaccia "veniamo a prendervi a Lanciano", l'auto degli aggressori si allontana. Padre e figlio, doloranti, chiamano un amico medico di Vasto e si fanno accompagnare all'ospedale per le prime cure. Il referto più pesante è per il genitore: frattura di ossa nasali e prognosi di 15 giorni e probabile intervento chirurgico».
Ieri è scattata la denuncia e per fortuna i due sono riusciti a prendere il numero di targa.
«Perché le forze dell'ordine non hanno vigilato, anche fuori dallo stadio, nel percorso di allontanamento, visto che si trattava di una partita fortemente a rischio? Come Pescarese- conclude Fioriti- mi vergogno per quanto accaduto, ma soprattutto sembra che i ben noti fatti nazionali, accaduti nei vari campi di calcio, non abbiano ancora insegnato nulla! Come si può continuare ad andare allo stadio, in queste condizioni?»
14/10/2008 10.58

«TEPPISMO STRADALE CHE NON C'ENTRA CON LA PARTITA»

«L'aggressione infame ai danni di padre e figlio ha poco a che vedere con la partita Pescara-Lanciano o con un premeditato gesto di aggressione campanilistica», commenta Leo Marongiu, responsabile della tifoseria organizzata del Lanciano.
«Tifosi lancianesi e pescaresi sono stati insieme per tutto il tragitto e si sono mischiati, nelle aree di servizio e nei dintorni dello Stadio Aragona, senza il minimo problema», racconta ancora Marongiu.
«le tifoserie organizzate delle due Città sono state all'altezza della situazione. L'episodio accaduto a fine gara è tanto più grave quanto isolato ed il motivo scatenante è stato un atto di teppismo stradale che poco ha a che vedere con la partita».
«Parlare dunque di scontro tra tifosi è irresponsabile», secondo il responsabile della tifoseria, «non corrisponde al motivo scatenante e non fa altro che istigare alla violenza e seminare grida di vendetta. Non basta una sciarpetta al collo per diventare da cittadini, tifosi e quindi per cercare una qualche spiegazione dell'accaduto che è solo nelle menti, sconsiderate e violente, dei 6 aggressori».
14/10/2008 15.29