Istruzione, il 37,5% degli alunni frequenta licei, il 27,6% istituti tecnici

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il 91,75% dei giovani dai 14 ai 18 anni, quindi soggetti al diritto-dovere all’Istruzione e formazione, iscritti all’anno scolastico 2007-2008, è presente all'interno di uno dei tre canali formativi previsti dalla legge: scuola, formazione professionale e apprendistato.
Il 48,89% sono femmine, il 51,1% maschi. Il canale prevalente è la scuola, marginali quelli dell'apprendistato e della formazione professionale. In riferimento alla tipologia di istruzione si evidenzia che il 37,5% frequenta un liceo (soprattutto il liceo scientifico), il 27,6% un istituto tecnico e il 9,6% un istituto professionale.
La percentuale degli stranieri sulla popolazione di riferimento si attesta intorno al 4.80%, registrando una maggiore concentrazione nei canali della formazione professionale e dell'apprendistato.
Il 90,5% dei giovani inseriti nel canale scolastico studia nella Provincia di residenza, mentre il 5,8% si sposta all'interno della Regione con una prevalenza degli scambi tra la provincia di Pescara e la provincia di Chieti.
Per quanto riguarda la “dispersione” si può affermare che la percentuale presunta è del 7,69% includendo nel novero il numero dei dispersi accertati oltre a quello degli studenti “non rilevati”.
Sono i primi dati elaborati dall'Osservatorio Regionale dell'Istruzione presentato nel corso del seminario dal titolo “Successo in costruzione: l'Osservatorio regionale dell'Istruzione in Abruzzo”, che si è svolto a Pescara.
L'Osservatorio Regionale dell'Istruzione si inserisce all'interno del Sioc, il Sistema Informativo degli Osservatori della Conoscenza, che comprende gli Osservatori del Mercato del Lavoro, dello Sviluppo Locale, dell'Inclusione sociale e delle nuove Povertà, del Capitale Umano.
L'Osservatorio Regionale dell'Istruzione è stato realizzato da Abruzzo Lavoro in collaborazione con le quattro Province abruzzesi e permetterà di individuare i giovani a rischio dispersione scolastica e formativa.
«Per la prima volta in Abruzzo», dicono i promotori, «sarà possibile dare finalmente concretezza alla lotta alla dispersione individuando con precisione i percorsi formativi dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, monitorando le loro scelte e seguendoli fino a che queste non siano compiute. Il fenomeno è presente in Abruzzo, anche se in linea con la media nazionale, e deve essere contrastato con strumenti efficaci».

14/10/2008 10.49