Centro Oli. Assunzione di responsabilità: Natura Verde raccoglie le firme

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro Oli. Assunzione di responsabilità: Natura Verde raccoglie le firme
ORTONA. Sabato e domenica a Piazza Salotto, a Pescara, per raccogliere firme contro il Centro Olii di Ortona. E’ l’ultima iniziativa del Comitato Natura verde per raccogliere adesioni con un vero e proprio atto di “assunzione di responsabilità”.
Il tutto dopo che l'Eni ha minacciato di azioni risarcitorie i due ultimi proprietari che non hanno ancora sotto scritto l'atto di vendita dei terreii dove dovrebbe sorgere l'impianto petrolifero.
Il gazebo ed i volontari stazioneranno dalle 10 alle 20 ed illustreranno i problemi e le ricadute negative del petrolio sulla fiorente attività agricola e turistica dell'ortonese e non solo.
In un manifesto affisso e nel materiale distribuito si dice con chiarezza che tutto l'Abruzzo è minacciato da questa attività estrattiva, visto che sono 13 i permessi rilasciati per le prospezioni petrolifere.
Da registrare che nei giorni scorsi alcuni comuni, tra cui Pescara e Francavilla hanno affiancato questa protesta decidendo di acquistare particelle di terreno per ritardare eventuali espropri. Tra l'altro sono scesi in campo direttamente alcuni politici regionali, come il senatore Fabrizio Di Stefano (AN) ed il consigliere regionale Camillo D'Alessandro (PD) che hanno versato 5 mila euro per contribuire all'acquisto dei terreni.
Intanto centinaia di persone sono accorse questa mattina nelle campagne ortonesi per stringersi attorno ai due proprietari dei terreni che hanno deciso di dire no all'Eni. La multinazionale del petrolio per portare a termine l'insediamento ha individuato una superficie di 12 ettari di terreni agricoli in una zona compresa tra le contrade Feudo e Savini abitata da circa mille persone.
Due di questi ettari sono ancora in mano ai legittimi proprietari che non hanno intenzione di cederli.
«Abbiamo deciso di opporci a questa prepotenza nei confronti dei nostri concittadini e di tutto il territorio - dichiara Antonio Cavuto del Comitato Natura Verde - e per questo abbiamo promosso una raccolta di firme per sottoscrivere un atto di assunzione di responsabilità limitata a sostegno dei proprietari che con coraggio resistono alle ripetute pressioni psicologiche esercitate da delegati Eni. Sono circa 500 le firme raccolte finora e mille euro la media dell'impegno economico assunto dai firmatari».




La battaglia unisce cittadini, amministratori, sindaci con fascia tricolore, medici, operatori del turismo e dell'agroalimentare ovvero balneatori, agricoltori, rappresentanti delle cantine sociali e private, pescatori, docenti e accademici, associazioni e rappresentanti di spicco della Chiesa cattolica.
Presenti tra gli altri Riccardo Padovano, rappresentante del Sib, Sindacato Italiano Balneatori e membro della Confcommercio regionale.
«Questa lotta», hanno detto gli esponenti di Natura Verde, «riporta ai giorni della vittoria contro l'insediamento della Sangro Chimica portata avanti all'inizio degli anni '70 dai senatori Angelo Staniscia e Enrico Graziano, all'epoca anche sindaco di Paglieta e che anche oggi partecipano alla protesta dei cittadini abruzzesi contro la prospettiva di trasformare la Regione Verde d'Europa in una insalubre e sterile terra petrolifera, di fronte a cui è inutile invocare l'interesse strategico nazionale: i redditi che verranno azzerati sono molto superiori a quei pochi che verrebbero prodotti con grave pregiudizio di tutta l'economia regionale».
Sul luogo della manifestazione, quello scelto dall'Eni per insediare il proprio impianto di raffinazione e allo stato attuale territorio agricolo ricoperto da vigne e uliveti, è sopraggiunta anche una troupe della Rai regionale, che dedicherà ampio spazio alla protesta mercoledì prossimo nello "Speciale Solidarietà", in onda all'interno del telegiornale delle 14.



IL SINDACO FRATINO:«ORA E' ALLARME OCCUPAZIONALE»

Allarme per i livelli occupazionali del territorio di Ortona.
Giunge dal sindaco Nicola Fratino che in un incontro con i giornalisti ha richiamato l'attenzione delle istituzioni a tutti i livelli sul fatto che il piano di ristrutturazione Eni - a breve all'attenzione del Cda ed a lui comunicato dalla multinazionale - prevede lo smantellamento di Ortona per puntare sulla Basilicata, ed in particolare Viggiano (Potenza). Fratino annuncia che prenderà tutte le iniziative ritenute necessarie per evitare che ciò accada.
«L'iniziativa Eni - ha detto - segue la decisione della Regione di impedire qualsiasi attività di ricerca da parte di società petrolifere».
«La Società garantirà per i suoi dipendenti - ha proseguito Fratino - ma non per il futuro dell'indotto che, in questi anni, si è sviluppato al punto tale da rappresentare l'80% delle aziende del territorio ed il 70% del traffico del porto di Ortona. Viene così messa a rischio gran parte dell'economia locale in un momento in cui le rilevazioni Istat sull'andamento del Pil in Italia fanno sprofondare l'Abruzzo in fondo alla graduatoria, ponendola al quartultimo posto, dietro Basilicata e Molise».
«E' opportuno - ha detto il Sindaco di Ortona - che le forze politiche rappresentate nelle Istituzioni mostrino grande senso di responsabilità, facendo un distinguo tra la questione Centro Oli e la presenza Eni in Abruzzo. Sono a rischio le prospettive di numerose aziende, per un numero complessivo di circa 1000 lavoratori».
Il braccio di ferro continua.

11/10/2008 21.14