Mare-monti: «la riserva non si tocca, spostiamo una strada che non esiste»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1645

Mare-monti: «la riserva non si tocca, spostiamo una strada che non esiste»
L'AFFARE MARE-MONTI. PENNE. Qualche giorno fa il consigliere provinciale del Pd Enzo Di Simone aveva proposto di spostare la fascia di rispetto della Riserva naturale Lago di Penne per salvare la strada Mare-monti.
Un espediente "tecnico" per fare in modo che i lavori, al momento fermi, possano ripartire. Come? Cercando di dribblare il problema e spostare la fascia di rispetto della riserva. In quel caso, la strada non avrebbe più vincoli giuridici e ambientali e il cantiere potrebbe essere riaperto.
Oggi il capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio Provinciale e presidente della Commissione consiliare Cultura e Turismo, Sandro Di Minco, sostiene che quella pretesa sia scandalosa.
«Siamo dinanzi ad un clamoroso paradosso», sostiene Di Minco: «da un lato tutti gli esponenti politici dell'area Vestina, di ogni schieramento, sono pronti a sostenere la vocazione eco-turistica dell'Area Vestina ed a propugnare uno sviluppo di tipo sostenibile con la tutela dell'ambiente; dall'altro di fronte ad un caso così macroscopico di violazione del patrimonio paesaggistico e naturale, oltre che della legalità, sono tutti pronti a salire sul carro armato della "cementificazione ad ogni costo».
Di Minco chiede anche di aprire un tavolo di confronto con gli Enti territoriali preposti «al fine di ricercare le migliori soluzioni tecniche e progettuali, anche mettendo a frutto quelle eccellenze unanimemente riconosciute di cui la stessa Riserva Naturale dispone».
Per Rifondazione la nuova progettazione dovrà tenere conto di tutti gli aspetti ambientali e paesistici connessi all'opera stradale da realizzare e l'intervento va ripensato per salvaguardare la vocazione turistica ed ambientale del territorio.

11/10/2008 14.59