E' cominciato l'autunno caldo degli studenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Nel giorno che ha portato in piazza tutti gli studenti d'Italia per la protesta contro la riforma del governo Berlusconi e del ministro Gelmini, Anna Francavilla e Marta Papola dell'Uds, l’Unione degli studenti, tornano a rimarcare i problemi degli istituti aquilani.
In Abruzzo però sono stati pochi gli studenti che hanno partecipato alle proteste.
«All'interno delle scuole si respira quasi un'aria di illegalità», dicono le due rappresentanti: «i presidi molto spesso non ritengono la rappresentanza studentesca un valore di formazione e crescita.ecco perché il preside dell'itas ha dimezzato le assemblee dell'istituto, riducendole da otto a quattro, dimenticandosi, però, di comunicare agli studenti che erano state sostituite da laboratori di analisi che si svolgevano con la stessa modalità delle assemblee».
Allo Scientifico il primo consiglio d'istituto «si è svolto senza la rappresentanza studentesca e all'Itis non è chiara l'identità delle persone che ricoprono la carica di rappresentanti d'istituto».
Il sindacato studentesco quindi annuncia una protesta «affinché le nostre prospettive vengano seriamente considerate».
E la manifestazione di questa mattina in oltre cento città d'Italia «non è che l'inizio di un autunno caldo», ha annunciato l'Unione degli studenti.
Accanto a occupazioni nelle scuole, autogestioni ed assemblee, i ragazzi saranno di nuovo in piazza il 30 ottobre, accanto ai lavoratori delle scuole nello sciopero generale. Le iniziative culmineranno nella settimana del 17 novembre, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Dieci i punti che rivendicano gli studenti: «no ai tagli previsti dalla finanziaria, no ai tagli al personale docente e ATA; no all'abbassamento di fatto dell'obbligo scolastico a 14 anni, no al voto in condotta ai fini della bocciatura; no al maestro unico; no ai finanziamenti alle scuole private. Si al piano di investimenti straordinario per l'edilizia scolastica, alla reintroduzione dell'obbligo scolastico a 16 anni, alla convocazione immediata del Forum delle associazione studentesche maggiormente rappresentative».


11/10/2008 9.27