La "controllora" delle lucciole arrestata in Germania

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La polizia tedesca ha rintracciato e arrestato in Germania, a Ghota, una donna alla quale stavano dando la caccia i carabinieri della compagnia di Montesilvano. * PESCARA. RISSA TRA ITALIANI E TUNISINI
La romena, D.A.B. di 22 anni, era riuscita a sfuggire all'arresto lo scorso 30 gennaio e secondo quanto riferito dagli inquirenti, dopo la fuga, avrebbe cominciato a gestire una casa d'appuntamenti.
Ma anche qui in Italia la sua vita non era poi così diversa.
Lo scorso gennaio, nel corso dell'operazione "Lucciola" finirono in manette 7 persone per associazione a delinquere finalizzata al reclutamento di donne da avviare alla prostituzione, tentata estorsione e tentata rapina in danno di alcune ragazze, porto abusivo di arma da fuoco, traffico di sostanze stupefacenti e favoreggiamento immigrazione clandestina.
L'attività investigativa aveva permesso di acclarare l'esistenza di un sodalizio criminale di matrice albanese-rumeno.
L'organizzazione si avvaleva di due donne romene che avevano il compito di reclutare in patria le ragazze da avviare alla prostituzione, che a volte venivano "pagate" ai genitori 1.000 euro mentre all'eventuale intermediaria andava la somma di 200 euro a ragazza. La gran parte delle ragazze venivano avviate in Italia (province di Pescara, Roma, Firenze,Venezia e Rimini) ma altre anche in altri paesi europei (Inghilterra e Spagna).
Sul litorale pescarese, l'organizzazione gestiva dalle 10 alle 15 ragazze e sul tratto di strada litoraneo di Città S.Angelo, pretendeva anche il pagamento di una sorta di "pizzo" alle altre prostitute, non da loro gestite, per poter esercitare il meretricio, di circa 350 euro settimanali ognuna.
Strada, tra l'altro, che l'organizzazione aveva ereditato da un albanese ritornato in patria. Le ragazze, che non pagavano il pizzo, venivano rapinate dell'incasso, sotto la minaccia di una pistola.
Alle donne sfruttate dall'organizzazione venivano consegnati telefonini e preservativi, veniva imposto l'orario di lavoro e non dovevano lasciare il marciapiede neanche per compiere i loro bisogni fisiologici.
Quando una delle ragazze aveva espresso di voler tornare in patria e lasciare il "lavoro" era stata presa per i capelli e sbattuta contro il muro.
E' inoltre emerso che il gruppo di sfruttatori, di nazionalità albanese, era dedito al traffico di eroina, acquistata in Albania, con i proventi derivanti dallo sfruttamento della prostituzione, droga che poi veniva venduta nel pescarese.
Il 15 giugno 2007, quattro componenti del gruppo malavitoso erano stati arrestati alla Stazione Ferroviaria di Pescara con 10 kg di eroina.
Adesso, una delle due donne ancora ricercate e che era sfuggita alla cattura, D.A.B. 22enne, di nazionalità rumena, a seguito dell'emissione del mandato di cattura europeo, è stata arrestata.
Per lei la corsa è finita.

DROGA: OPERAIO ARRESTATO A CASALBORDINO

CASALBORDINO. Davanti casa sua facevano la fila anche minorenni per comprare qualche dose di droga. E' stato questo insolito andirivieni a insospettire i carabinieri che, nel pomeriggio di ieri, hanno fatto irruzione nell'alloggio di Cristian Lazzarotto, 26 anni, operaio, nato a Casalbordino e tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari della compagnia di Ortona (Chieti), coordinati dal capitano Nicolino Petrocco, hanno trovato e sequestrato 25 grammi di hashish già suddivisi in stecche, un bilancino di precisione e 300 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività di spaccio. L'uomo, incensurato e coniugato, e' stato rinchiuso nel carcere di Vasto a disposizione dell'autorità giudiziaria. Segnalato al prefetto di Chieti quale assuntore di droga, inoltre, un ventenne di etnia rom trovato con una stecca di hashish appena acquistata dal presunto spacciatore.

10/10/2008 15.20

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PESCARA. RISSA TRA ITALIANI E TUNISINI

PESCARA. Sono cinque le persone indagate, a Pescara, per una rissa avvenuta nei pressi del mercato ittico tra italiani e tunisini.
Dei cinque indagati tre sono italiani e due tunisini.
Alcuni devono rispondere di rissa e altri di lesioni aggravate.
In base alla ricostruzione della squadra volante, che si e' occupata dell'episodio, la rissa e' scaturita per motivi di lavoro nei pressi del locale chiamato 'Il baretto': un italiano e un tunisino hanno cominciato a discutere e poi sono arrivati alle mani perche' il primo aveva promesso un posto di lavoro al secondo.
Hanno assistito altre persone, intervenute a loro volta in difesa dell'uno o dell'altro.
Quando sul posto e' arrivata la polizia, gli agenti hanno trovato non solo i due protagonisti della rissa ma anche un altro tunisino e hanno accompagnato tutti in questura per decidere il da farsi. Dopo un po', pero', e' scattato un secondo allarme, quando un altro tunisino ha chiamato il 113 dicendo di essere stato ferito, sempre nei pressi del mercato ittico.
Tornando sul posto gli agenti hanno trovato, in un altro bar, 'Lo sfizio del porto', un italiano che si stava medicando: il tunisino lo aveva ferito con un pezzo di specchio e a sua volta l'italiano aveva risposto colpendolo con un bicchiere rotto.
I feriti sono stati trasportati in ospedale e medicati.
Uno dei due tunisini e' risultato non in regola con il permesso di soggiorno.

10/10/2008 15.34