Psicologhe licenziate, si aspetta la retromarcia

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1186

PESCARA. Prosegue lo stato di occupazione della sede di lavoro presso il Centro sanità mentale di via Paolini, in atto dallo scorso 1° ottobre.
E' la protesta scaturita in seguito al licenziamento, dopo tre anni e mezzo, delle psicologhe Capozucca e Di Deo, e dopo sette e mezzo per la dottoressa Iezzi.
Il Servizio di psicologia clinica del Dipartimento di Salute Mentale
della ASL di Pescara rischia di perdere la metà del suo “sotto organico”.
Le due dirigenti psicologhe, Rachele Capozucca e Silvana Di Deo, hanno ricevuto comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato al 30 settembre scorso, dopo tre anni e mezzo di incarico continuativo.
A giugno si era interrotto il rapporto di lavoro della dottoressa Margherita Iezzi che prestava attività di cura psicologica nell'ambito dell'Età Evolutiva da sette anni e mezzo, presso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile del Dipartimento di Salute Mentale.
«Sono stata costretta a svolgere attività di volontariato per non interrompere le cure dei casi più gravi in trattamento», ha raccontato Iezzi, «in attesa di poter partecipare, ripartendo da zero, ad un Avviso Pubblico per una semplice collaborazione».
Ma l'utenza che finora ha beneficiato, attraverso il pagamento di un esiguo ticket, di terapie psicologiche individuali con conseguente personalizzazione del percorso di cura, «vedrà interrotte tali possibilità con grave danno alla salute mentale», spiegano le tre dottoresse.
«Ciò accade», spiegano ancora, «nonostante gli psicologi stessi si siano attivati per ottenere la finalizzazione dei fondi del "Progetto Obiettivo Armonia", stanziati per la riabilitazione nella Salute Mentale, al rinnovo del loro contratto di lavoro senza gravare sul bilancio generale della ASL».
I Vertici Aziendali e Regionali nonché i sindacati confederali, ampiamente a conoscenza di tale problematica e tale possibilità, coinvolti da sempre nella trattativa, «a tutt'oggi hanno risposto in maniera vaga e non incisiva», contestano le tre psicologhe.
«Il direttore generale», hanno spiegato ancora le dottoresse, «nonostante le promesse avanzate da un anno a questa parte di risolvere tale problematica, attivando un Concorso Pubblico, che avrebbe dato stabilità e certezza alle cure psicologiche, ha di nuovo risposto con una lettera di fine rapporto, nonostante lo stesso si fosse impegnato pubblicamente e sulla stampa a dare soluzione positiva al delicato bisogno di Cura Psicologica di quanti afferiscono al Servizio di Psicologia Clinica e al Servizio di Neuropsichiatria infantile del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ospedale di Pescara».
Del caso si sta occupando anche l'associazione Codici.

08/10/2008 9.36