Sanità. De Rita (Censis):«il Sistema sanitario nazionale ha fallito»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Il Sistema Sanitario Nazionale ha sostanzialmente fallito nel suo obiettivo di omogeneizzare il territorio, e inoltre e' ormai fuori controllo sul piano della spesa.
Giuseppe De Rita, presidente del Censis, sottolinea le criticita' del Ssn, che compie 30 anni, intervenendo al XXIV Convegno nazionale dell' A.I.Pa.S., l'Associazione Italiana di Pastorale della Salute, che si sta svolgendo a Collevalenza (Pg) dal 6 al 9 ottobre.
Il SSN, ricorda De Rita, «aveva una sua "mission", articolata principalmente in tre punti: garantire un equilibrio tra cura e prevenzione; stabilire un legame con la territorialita', contestualizzando nella dimensione locale il rapporto tra cittadino e sanita'; personalizzare la cura, in una visione olistica del paziente, inteso cioe' come unita' inscindibile di psiche e corpo. E, non meno importante, la legge 833 si prefiggeva come sistema: controllare la spesa, istituendo un sistema informatico di monitoraggio. Ma 13 milioni di ricoveri ospedalieri annuali che si traducono in 78 milioni di giornate di degenza sono difficili da gestire adeguatamente. Oggi il SSN e' un sistema che nella sua governance ha fallito - rileva ancora De Rita - un sistema la cui spesa e' spesso fuori controllo e che e' soprattutto un sistema non nazionale».
C'e', secondo De Rita, «una grossa sperequazione a livello di sanita' tra le regioni d'Italia, in special modo tra quelle del nord e quelle del sud. La spesa sanitaria occupa ormai l'80% del bilancio delle
regioni e questo e' avvenuto sia con i governi di destra che con quelli di sinistra. Siamo il paese con il piu' basso tasso di percorrenza verso gli ospedali (20 minuti circa). Ci sono presidi ospedalieri, magari con 20 posti letto, anche a due chilometri di distanza l'uno dall'altro con una qualita' delle prestazioni spesso non elevata ma con una lievitazione dei costi esponenziale. Abbiamo uno dei piu' alti tassi di personale medico per abitante. La "filiera" sanitaria, cioe' quel percorso che parte dalle istituzioni passando dal paziente e che dovrebbe arrivare alla cura finale, puo' arrivare a contare in Italia anche 35 passaggi».
Solo l'industria farmaceutica e' riuscita a tagliare la filiera, «a stabilire cioe' un rapporto diretto col paziente che oggi e' pronto anche a sostenere per intero il costo del farmaco pur di "guarire", baipassando spesso il medico, se e' vero che il 40% degli italiani ricorre all'autoprescrizione. Una pillola per ogni problema, insomma, con tutti i possibili rischi».
Se si dovesse rifare oggi la grande riforma del SSN, conclude De Rita, «bisognerebbe non tanto parlare di prevenzione, la vera novita' di allora non sempre andata a buon fine, ma di ottimizzazione e legalita' delle risorse nel territorio e nella comunita' locale».

08/10/2008 8.20