Dopo la lettera dell’Eni non scema la protesta dei comitati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Nella serata di ieri si è costituito, di fatto, “Abruzzo Assunzione Di Responsabilità (Limitata)”. I residenti di Ortona e dei comuni limitrofi continuano la loro battaglia per fermare la realizzazione del centro oli.

Loro si autodefiniscono una «muraglia umana» che vuole fare fronte comune contro la accelerazione impressa dall'Eni con l'ultimatum nei confronti degli ultimi due proprietari terrieri e la minaccia di chiedere loro il risarcimento danni per acquisire gli ultimi due lotti di terreno destinati al Centro Oli.
Sabato notte hanno studiato le carte per vedere cosa si può ancora fare. Domenica pomeriggio si sono riuniti in un ristorante di contrada Savini per discutere ancora.
Le difficoltà, visto il pressing dell'Eni, aumentano ma loro vanno avanti.
«Nella sola serata di ieri», racconta Giusto Di Fabio presidente del Comitato Natura Verde, «un centinaio di abruzzesi ha sottoscritto un impegno a farsi garante nei confronti dei 2 proprietari minacciati, accumulando un fondo di garanzia di oltre 150 mila euro. Ora tocca alle forze economiche fare la loro parte».
Il comitato rivolge l'ennesimo appello alla classe politica: «devono dimostrare lo stesso amore per la nostra terra che dimostriamo noi», hanno detto.
Hanno risposto al primo appello: Roberto Angelucci (ex sindaco di Francavilla), Maurizio Acerbo (ex parlamentare di Rifondazione), Angelo Allegrino (ConfCommercio di Chieti), Walter Caporale (Consigliere Regionale) e Gaetano Basti (direttore Arta).
Il Comune di Pescara, nel frattempo, ha deliberato l'acquisto di un lotto di terreno e, lo stesso farà oggi il comune di Francavilla al Mare. «Attendiamo ora», continua Di Fabio, «che si muovano tutti gli altri comuni della costa e l'Anci che, lo scorso 1 settembre, si sono impegnati in tal senso».
07/10/2008 12.09