Anno scolastico nuovo, ….. tariffa mensa vecchia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. L'associazione nazionale Famiglie Numerose contesta l'amministrazione di Montesilvano diretta da Pasquale Cordoma che «a quindici mesi dall'insediamento non ha fatto nulla di concreto in favore della famiglia con tanti figli».
«Oggi», dicono i coordinatori regionali e provinciali dell'associazione Giancarlo e Fernanda Di Blasio, Dino e Lucia Norscia, «la città di Montesilvano è ancora all'anno zero per quanto attiene concrete politiche familiari e giovanili nonostante i numerosi incontri e proposte formulate al sindaco».
L' imposizione fiscale e tariffaria della città, secondo le critiche mosse, non terrebbe in alcun modo conto della "risorsa famiglia".
«Ci sono situazioni di forte iniquità, per esempio, nelle politiche tariffarie del Comune. La determinazione delle tariffe per gli asili nido, scuole materne, mense scolastiche, trasporti scolastici, buoni libri, avviene attraverso l'ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente). Questo strumento di valutazione, da molti definito superato perché fa riferimento solo al reddito escludendo completamente il nucleo familiare, presenta delle grosse iniquità nei confronti delle famiglie con più figli».
L'ultima, in ordine di tempo, riguarderebbe infatti la domanda di esonero/riduzione del pagamento della refezione scolastica anno
2008/2009 in scadenza il 31/10/2008.
«La nostra associazione aveva proposto in vari incontri con il sindaco Cordoma e l'assessore competente una riduzione basata oltre che sul reddito anche sul numero dei figli che usufruissero del servizio: ad esempio una riduzione progressiva all'aumentare del numero dei figli fino all'esenzione dal quarto figlio in poi».
Oggi il regolamento vigente limita (fatta eccezione per la presenza di handicap in situazione di gravità) l'agevolazione al valore Isee.
«Il risultato», continuano i rappresentanti dell'associazione, «è che al crescere del numero dei figli, il valore Isee si riduce in maniera minima, analizzando soprattutto le famiglie del ceto medio».
Recentemente il Comune di Termoli ha approvato un regolamento per il costo dei buoni pasto che si riduce al crescere del numero dei figli (un buono costa €. 3,00 per un solo figlio che usufruisce del servizio, mentre costa €. 2,00 per il terzo figlio) ed ha innalzato il valore Isee (pari ad €. 6.675,00) per usufruire dell'esenzione.
In merito ai buoni mensa, l'associazione propone due soluzioni:
«l'adozione del Isee, ripartito per il numero dei componenti della famiglia (con valore 1 per ogni componente) peri buoni mensa e applicare per il terzo figlio una riduzione pari al 50% della tariffa di competenza e la completa esenzione dal quarto figlio in poi, indipendentemente se gli altri fratelli frequentino lo stesso servizio. Criterio già adottato, proprio per i buoni mensa, dal Comune di Schio, in provincia di Vicenza».


07/10/2008 9.14