«Consiglio comunale pronto a ribaltare il piano spiaggia»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il Consiglio Comunale di Pescara nella seduta di oggi pomeriggio si prepara a cancellare alcune norme fondamentali che erano state introdotte nel Piano Spiaggia da Rifondazione Comunista.

PESCARA. Il Consiglio Comunale di Pescara nella seduta di oggi pomeriggio si prepara a cancellare alcune norme fondamentali che erano state introdotte nel Piano Spiaggia da Rifondazione Comunista.La denuncia arriva da Maurizio Acerbo, consigliere comunale nella scorsa legislatura, oggi fuori dal consiglio ma sempre molto attento.
Questa mattina Acerbo terrà una conferenza stampa per spiegare le prossime mosse dell'amministrazione cittadina.
Le intenzioni, spiega per il momento, «si evincono dalla delibera e dagli allegati con i pareri della commissione competente».
A chiarire meglio quello che accadrà è l'associazione Marelibero.net, da sempre in prima linea per combattere gli abusi edilizi sulla
spiaggia: «i balneatori, con la regia del balneatore-consigliere comunale Riccardo Padovano in perenne conflitto d'interessi hanno presentato delle osservazioni che chiedono l'abrogazione di tre norme ottenendo parere favorevole dagli uffici tecnici comunali e dalla Conferenza dei Servizi del 14 luglio 2008».
Le tre norme in questione non sono tre norme a caso ma «costituiscono la sostanza del Piano Spiaggia», sottolinea Marelibero.net. Si tratta infatti del recupero della vista mare in prossimità delle Piazze e delle principali arterie cittadine entro due anni, della riduzione delle volumetrie concesse per il tamponamento delle tettoie, e dell'adeguamento con eliminazione entro tre anni delle coperture (tipo baita) esistenti».
«E' molto grave e scorretto», interviene ancora Acerbo, «che ancora una volta i partiti presenti in Consiglio abbiano contrattato con i balneatori, senza prevedere anche un confronto con le associazioni ambientaliste, comitati di cittadini, consumatori. La spiaggia è di tutti e la vista del mare è un diritto della cittadinanza».
«Siamo sconcertati», chiude il comitato ambientalista, «che, dopo anni di battaglie dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e di poche forze politiche (Rifondazione e Verdi), dopo gli esposti di Marelibero, i sequestri della Guardia di Finanza, i conseguenti controlli del Comune che hanno rilevato che quasi il 90% degli stabilimenti presenta più o meno gravi irregolarità, il Piano Spiaggia di Pescara venga rifatto ad uso e consumo dei balneatori».
Rifondazione invita il Consiglio Comunale a ritirare la delibera e a convocare un incontro con le associazioni ambientaliste e i comitati.

06/10/2008 9.35

PER IL COMUNE TUTTO REGOLARE, BASTA RINVII

«E' finito il tempo dei rinvii, inconcludenti e pretestuosi che altro non producono se non un danno alla collettività amministrata».
Risponde così il consigliere Pd Enzo Del Vecchio che aggiunge :«la richiesta di soprassedere all'approvazione definitiva del piano spiaggia è una richiesta antica che ha prodotto lungaggini estenuanti, causando contraddizioni e illegittimità che il Consiglio Comunale nella seduta odierna si appresta a superare».
«Il prezioso lavoro portato avanti da amministratori responsabili nella stesura del piano spiaggia comunale che ha previsto norme certe ed efficaci atte a garantire il recupero della visuale a mare e la eliminazione delle recinzioni e scheletri delle palme sulla concessione che ostacolano tale prospettiva e la godibilità dell'arenile durante il periodo invernale, che, coniugate ad un accertamento rigoroso e puntuale rispetto a quegli abusi che mal si conciliano con le indicazioni di piano, tanto danno hanno provocato alla collettività tutta.
Gli elementi che oggi il Consiglio Comunale esaminerà», ha concluso Del Vecchio, «mi auguro nella condivisione generale di tutta l'Assise, sono rivolti inoltre ad eliminare incongruenze legislative segnalate financo dal nostro consulente giuridico. Non nascondiamo, però, l'eventualità e la necessità che l'applicazione di questo strumento possa dare seguito ad una rivisitazione dello stesso laddove dovessero evidenziarsi difficoltà interpretative o non rispondenti alla filosofia del piano stesso».