Scatta il pressing dell’Eni sui proprietari dei terreni:«atto di vendita subito»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Scatta il pressing dell’Eni sui proprietari dei terreni:«atto di vendita subito»
CENTRO OLI. ORTONA. «Se entro martedì 7 non firmate l’atto di vendita, oltre a restituirci il doppio della caparra, ci pagherete anche i danni per la mancata realizzazione del Centro Olii». Firmato: Eni.
La raccomandata con avviso di ricevimento è arrivata sabato mattina verso le 11,30 ai due proprietari che finora si sono rifiutati di vendere i terreni dove sorgerà l'impianto petrolifero, come da compromesso firmato l'anno scorso.
Gli altri 17 proprietari hanno, invece, venduto i terreni a 160mila euro l'ettaro.
Se capitoleranno anche questi ultimi due “resistenti”, l'Ente nazionale idrocarburi si impadronirà definitivamente del futuro dell'Abruzzo e potrebbe cambiare il destino, o meglio il colore, di questa regione che da verde diventerà nera per il petrolio.
Costo totale dell'operazione: circa 2 euro a cittadino.
Si respirava aria di sconfitta imminente sabato notte nella sede di Natura verde, il Comitato anti petrolio che ha tenuto viva la protesta contro il Centro Olii di Ortona. Forse sconfitto, ma non rassegnato il Comitato.
La riunione convocata alle 22, dopo un pomeriggio convulso di incontri, è andata avanti per un bel pezzo, alla ricerca di strategie per combattere l'ultima battaglia prima della scadenza dell'ultimatum.
Il problema sul tappeto è quello di aiutare i due proprietari diffidati dall'Eni a resistere alle minacce, nemmeno tanto velate, di un risarcimento miliardario.
Per riuscirci, entro martedì 7 amministrazioni comunali, operatori economici del settore agricolo, vitivinicolo e del turismo, politici regionali e nazionali dovranno decidere se assumersi in proprio o no la responsabilità delle conseguenze economiche e giudiziarie della guerra contro l'Eni.
Tutti erano consapevoli che non si possono lasciare soli i due proprietari nel momento dell'assalto conclusivo del partito del petrolio. Ed è emersa con chiarezza, e molta frustrazione, la difficoltà a combattere solo con il dissenso dei cittadini il piano messo in piedi dall'Eni, con la connivenza di alcuni amministratori locali, regionali e nazionali. Insomma un'altra storia di un potentato economico che si muove sul territorio (questa volta l'Abruzzo) con la stessa “grazia” delle multinazionali nei Paesi del Terzo mondo. E mentre qualcuno analizzava la validità del compromesso di vendita, altri si soffermavano sulle clausole capestro – e forse illegittime – degli atti di vendita già sottoscritti. Può un notaio (si chiedevano i componenti del comitato) scrivere e far firmare che «sono stati risolti i problemi ambientali», che «non esistono diritti di prelazione di terzi» (come se i confinanti dei terreni non esistessero e non fossero, come sono, agricoltori)?
E che i proprietari che vendono il terreno «si accollano l'onere e la responsabilità della legislazione della tutela ambientale e sollevano l'Eni da qualsiasi onere e/o responsabilità» per la legge urbanistica?
La risposta deve arrivare entro martedì dai Comuni e dalle Cantine sociali chiamati a decidere il futuro della qualità della vita e del fatturato di Ortona e dei comuni confinanti, con la realizzazione del Centro Olii.
Ma la vicenda è importante perché non riguarda solo questa zona: dal 27 giugno scorso il Ministero delle attività produttive ha classificato l'Abruzzo come “Regione mineraria”. Il che significa che dopo Ortona, toccherà ad altre località che finora assistono un po' distratte a questa battaglia. Come quei politici che l'11 settembre 2001 (Governo Berlusconi e Giunta Pace) sottoscrissero l'accordo per la nascita del Centro Olii.
…«Noi l'olio lo vogliamo solo sul pane», si legge su un cartello del Comitato.

Intanto un nuovo incontro è programmato per lunedì sera, 6 ottobre, alle 20:00 presso Hotel Verna, in contrada Savini di Ortona.
Ad organizzare il meeting è il comitato Natura verde per «condividere l'assunzione di responsabilità' a favore dei due proprietari».

Sebastiano Calella 05/10/2008 12.09