Delibera Deutsche Bank. La procura: «assessori non responsabili»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Delibera Deutsche Bank. La procura: «assessori non responsabili»
INCHIESTA SULLE TANGENTI NELLA SANITA'. Saranno stralciate le posizioni degli assessori della giunta Del Turco che votarono la delibera 58 dello scorso gennaio.
E' la volontà della procura di Pescara che così chiederà al Gip Maria Michela Di Fine l'archiviazione delle accuse mosse verso Franco Caramanico (ex assessore all'Ambiente), Giovanni D'Amico, (Bilancio), Marco Verticelli (Agricoltura), Fernando Fabbiani (Lavoro), Mohmoud Srour (Lavori pubblici) e l'allora assessore Tommaso Ginoble.
Il procedimento che sfocerà nella richiesta di archiviazione è stato già avviato da giorni e sarà formalizzato la prossima settimana.
L'approvazione della delibera 58 finì da subito nel mirino della procura perché adducendo motivazioni di indifferibilità e urgenza dava il via libera per il pagamento di 14 milioni di euro alla Deutsche Bank che aveva acquistato i crediti dal gruppo Villa Pini.
I crediti erano stati generati da prestazioni mediche in convenzioni ma secondo la procura le cifre non tornavano e comprendevano crediti non esigibili e non ancora scaduti.
Per di più i controlli che la Regione doveva effettuare sulle prestazioni dell'imprenditore Angelini furono superficiali e sbrigativi e secondo l'accusa la associazione a delinquere (Del Turco e Quarta) sapevano che quei crediti erano gonfiati ed in parte non dovuti.
Purtuttavia la delibera fu portata in giunta "fuori sacco" cioè non iscritta all'ordine del giorno ed in prosecuzione di seduta.
Gli assessori indagati hanno sempre sostenuto di non aver avuto il tempo necessario per studiare le carte dichiarando di essersi fidati dei dirigenti regionali che avevano dato il via libera all'operazione.
Proprio il particolare del "fuori sacco" denunciato fin da subito ha salvato gli amministratori incauti, perchè proprio per non aver avuto il tempo di studiare le carte non potranno essere accusati di aver partecipato al sodalizio criminale.
Un sospiro di sollievo anche se nel "manuale del perfetto amministratore" si legge chiaramente che non bisogna votare le delibere che non si conoscono, che non sono state studiate abbastanza e che non si può votare "a fiducia". Cosa che invece è stata fatta in quella occasione.


DEPISTAGGI EPISTOLARI


La richiesta di archiviazione arriva pochissimi giorni dopo la notizia di una lettera scritta dal senatore Franco Marini al procuratore Trifuoggi che avrebbe sollecitato il provvedimento.
Peccato che la notizia era falsa, di sana pianta, e messa in circolazione ad arte da qualche avvocato facendo parlare per qualche giorno della opportunità di una epistola così delicata.
La smentita arriva direttamente dalla segreteria di Marini e confermata da più fonti.
Non è l'unica notizia "scivolosa" che viene prodotta in questo periodo di grande fermento elettorale dove ogni frase può generare una reazione che può essere letta da alleati e avversari elettorali.
Tra le altre cose gli stessi indagati già in sede di interrogatorio furono avvisati che probabilmente la loro posizione sarebbe stata separata dal resto del procedimento per reati ben più gravi.
La procura ha comunque accelerato i tempi perché gli elementi emersi lo consentivano e per non creare conseguenze ostative o gravose nella prossima campagna elettorale.
E' solo questione di pochi giorni e gli assessori indagati saranno formalmente "ex" indagati dunque "puliti" se non invischiati in altre inchieste.

IL MISTERO DEL DOSSIER "TELEFONATO"

Intanto proseguono gli arresti domiciliari degli altri indagati eccellenti e si moltiplicano i dossier velenosi. L'ultimo in senso cronologico è quello di Lamberto Quarta in parte finito in un articolo di alcuni giorni fa de Il Giornale. Nell'articolo attraverso le parole di Quarta si avanzavano diversi dubbi sulla onestà degli inquirenti e dei magistrati, sulle loro facoltà mentali e professionali e si spiegavano le "verità" del numero due. Una memoria che aveva l'obiettivo principale di screditare il grande accusatore Angelini, l'imprenditore senza il quale anche la storia giudiziaria del malaffare nella sanità sarebbe stata diversa.
Anche quell'articolo, però, è finito agli atti insieme alle interviste rilasciate dagli indagati nei giorni dell'incidente probatorio perché sospetto.
Alcuni riferimenti potrebbero indurre a credere che più che riportare le parole scritte nel memoriale si sia trattata di una "chiacchierata"
con il giornalista, cosa in teoria vietata per chi è sottoposto al regime degli arresti domiciliari come Quarta.
In realtà sembra che un memoriale esista anche se di scarsissimo valore per gli inquirenti che sarebbe stato scritto agli inizi di agosto e che lo stesso Quarta avrebbe consegnato alla guardia carceraria perché lo consegnasse al suo avvocato e ad una serie di persone scritte nero su bianco nella prima pagina.
La procedura impone tuttavia che la guardia avverta il superiore e la direzione del carcere contatti poi la procura per chiedere il nulla osta alla consegna.
Nulla osta che non è stato concesso proprio perché darlo avrebbe violato il divieto alla comunicazione. Alcuni giorni dopo il dossier è finito solo nelle mani del difensore di Quarta, l'avvocato Giuliano Milia, e non in quelle degli altri destinatari.

HALLO DEUTCHE BANK?

Nessuna risposta ancora dalla rogatoria internazionale chiesta dalla procura di Pescara per "entrare" nelle stanze del discusso istituto bancario londinese dove potrebbero essere custodite carte importanti.
Sembrerebbe però che anche in caso di risposta negativa delle autorità inglesi a svolgere indagini, la procura possa essere comunque in grado di ottenere le risposte giuste con un "piano B".

ABRUZZO ENGINEERING

E' stata disposta ieri, giovedì 2 ottobre, l'archiviazione del procedimento S894 relativo ad Abruzzo Engineering, avviato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo ha comunicato una nota del segretario generale dell'Autorità, Luigi Fiorentino.
Il Garante ha accolto integralmente le motivazioni e le argomentazioni addotte dal professor Pasquale Landi per conto di Abruzzo Engineering e della Provincia dell'Aquila.
«Accolgo con grande soddisfazione la notizia dell'archiviazione del procedimento avverso Abruzzo Engineering - ha dichiarato il vice presidente vicario della Regione, Enrico Paolini - come da noi più volte sottolineato, si trattava di un procedimento immotivato e gonfiato ad arte per drammatizzare la vicenda occupazionale ed economico-sociale derivante da eventuali impegni che avrebbero potuto non essere mantenuti da Abruzzo Engineering stessa (vedi gli impegni assunti con Finmeccanica). Confermo, altresì, con grande forza - ha proseguito Paolini - la volontà di conquistare impegni, committenze ed investimenti di Finmeccanica in territorio abruzzese ed in particolare nel comprensorio aquilano utilizzando ogni energia regionale, prima tra tutte la competenza e la professionalità dell'amministratore delegato di Abruzzo Engineering, Raffaele Marola. Eventuali leggerezze della passata gestione di Abruzzo Engineering - ha concluso Paolini - non possono inficiare le serie prospettive di sviluppo di questa azienda che sono in particolare non rinviabili vista la situazione occupazionale ed economica del territorio aquilano».
Tutto giusto, peccato che anche su Abruzzo Engineering si sono allungate da tempo le ombre (forse meglio parlare di "riflettori") della magistratura che all'inizio dell'anno ha operato diversi sequestri nella sede aquilana, sequestri che sarebbero stati ordinati dalla procura del capoluogo.
Altri elementi «interessanti» sarebbero, invece, emersi proprio nella inchiesta sulla sanità e non si escludono che anche in questo settore possano esserci alcune irregolarità.

03/10/2008 15.11

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=delibera+deutsche+bank&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULLA DELIBERA E L'INCHIESTA[/url]