In centro a Pescara due torri da 50 metri (con piscina sull'attico)

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Due torri alte 50 metri saranno realizzate nel centro storico di Pescara, nell'area un tempo occupata dai serbatoi del gas della Camuzzi, vicino all'asse attrezzato.



PESCARA. Due torri alte 50 metri saranno realizzate nel centro storico di Pescara, nell'area un tempo occupata dai serbatoi del gas della Camuzzi, vicino all'asse attrezzato.

Intanto non si placano le polemiche su un altro progetto, quello delle palazzine di sei piani in via Gioberti.
I due edifici, denominati Torri Camuzzi, vicino al lungofiume, ospiteranno uffici, residenze, negozi, un baby club e anche una sala conferenze.
Un progetto ambizioso: 14 piani con locali di varia grandezza (da 50 metri quadri in su) e con vista su città, mari e monti. L'iter del progetto ha preso il via quattro anni fa e a breve, tra circa tre mesi, prenderanno il via i lavori, la cui conclusione è prevista entro tre anni.
All'esterno saranno realizzati 250 posti auto, che saranno ceduti al
Comune dalla società realizzatrice, la Progeco costruzioni di
Gennaro Partenza e Lino Caralla.
Tra i locali più prestigiosi delle torri ci sono gli attici, che dispongono anche di piscina.
Si tratta - ha aggiunto Partenza - di un progetto ambizioso, con una forte valenza architettonica, estetica ed urbanistica.
«E' un'iniziativa promossa da giovani imprenditori e di grande qualità che cambierà, insieme ad altri interventi, il volto di una zona degradata della città», ha aggiunto l'assessore comunale Marco Alessandrini. Per dar vita a questa costruzione si è dovuto procedere, tra l'altro, al risanamento ambientale dell'area, che si estende su 15mila metri quadri.


ANCORA POLEMICHE PER VIA GIOBERTI


Intanto non si placano le polemiche per le due palazzine di sei piani di via Gioberti
 che dovrebbero essere costruite a seguito di un accordo di programma tra Comune e costruttori privati.
«Lo sviluppo urbanistico di quella via», ha tuonato il consigliere del Pdl Luigi Albore Mascia, «non può chiudersi con il semplice rifiuto del sindaco D'Alfonso a rivedere l'accordo di programma su una strada già tanto congestionata. Il Popolo della Libertà si è sempre espresso contro quella colata di cemento su un'area vincolata a verde, ora chiediamo anche al centrosinistra di riaprire il confronto e di pronunciarsi ufficialmente sul 'caso' in Commissione Gestione del Territorio» Ieri Mascia ha presentato al presidente della relativa Commissione la richiesta di 'convocazione di una seduta straordinaria e urgente dell'Organismo per esprimere parere formale sull'istanza', richiesta firmata anche dai consiglieri Marcello Antonelli Gianni Teodoro, Nazario Pagano, Carlo Masci e Amedeo Volpe.
«Quell'area libera di 4.800 metri quadrati situata in via Gioberti», hanno ricordato i firmatari, «si trova a due passi dalla scuola elementare, di proprietà di un'impresa privata che nel luglio 2006, durante la prima consiliatura del sindaco D'Alfonso, ha presentato una proposta di accordo di programma per la costruzione di due palazzi di
5 o 6 piani, anche se già dal 1971 su quel terreno asservito c'è un vincolo urbanistico che lo destina a verde e parcheggio».
Subito è scattata la protesta dei cittadini per garantire il mantenimento di quei vincoli, una volontà ribadita anche martedì sera nel corso dell'affollata Assemblea pubblica convocata dalla Circoscrizione Castellamare, durante la quale i residenti hanno chiesto direttamente al sindaco di evitare qualunque intervento edilizio su quelle aree, mantenendo la vigente destinazione urbanistica e sollecitandone l'esproprio.
Ma la risposta del sindaco D'Alfonso non è purtroppo stata positiva:
«Il sindaco – hanno infatti riferito Albore Mascia e Antonelli –, tra l'altro smentendo il proprio assessore Blasioli, ha solo ribadito che l'obiettivo prioritario della propria amministrazione è quello di realizzare il Parco di Pescara nord, presso la pineta, parte della quale, guarda caso, appartiene alla stessa impresa di via Gioberti. Ha ribadito che per raggiungere tale interesse (richiestogli dalla moltitudine di cittadini che lo hanno votato) ci sono tre strade
percorribili: espropriarle (ha subito escluso tale ipotesi), acquistarle o procedere con uno scambio di convenienze, spaventando la cittadinanza».

«Il sindaco contraddice quanto dichiarato dall'assessore Blasioli che tra l'altro non ha la delega all'urbanistica che è rimasta nelle mani del primo cittadino», ha sottolineato Maurizio Acerbo (Rc).
«E' assurdo che per realizzare verde pubblico in una zona della città il Comune lo vada a sottrarre in altre zone».

02/10/2008 10.44