Maresca:«la Asl si muove, i sindaci sono assenti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'INTERVISTA CHIETI. Presenti solo 9 sindaci su 28, pari a 156 voti su 420. Una riunione inutile quella dell'ultima conferenza dei sindaci della Asl di Chieti, quasi una dichiarazione esplicita che i problemi della sanità locale non sono così importanti come sembrano invece ai cittadini.
E come ritiene anche il Manager Mario Maresca che per l'occasione aveva predisposto grafici e sintesi delle spese che fotografano lo stato di salute della Asl.
Il tutto accompagnato da una lettera esplicativa, discussa però solo con Renato D'Alessandro (presidente e sindaco di Ari), Francesco Ricci (Chieti), Dora Di Ciano (Giuliano Teatino), Mario Palmerio (Guardiagrele), Dino De Marco (Miglianico), Rocco Micucci (Rapino), Mauro Petrucci (Ripa Teatina), Adamo Carulli (Roccamontepiano) e Marino Mincone (Torrevecchia Teatina).

Deluso di questa scarsa partecipazione?
«Non conosco i motivi che hanno tenuto lontani 19 sindaci e quindi non esprimo valutazioni di nessun tipo – spiega l'ing. Maresca manager della Asl di Chieti– certo in un momento difficile come questo, una maggiore partecipazione non guasterebbe».

Potrebbe essere una contestazione al manager?
«Lo escludo. E questo perché le decisioni ed i cambiamenti non li decide il Manager da solo, come capitava prima – spiega l'ing. Maresca - adesso decidiamo insieme quale potrebbe essere il vestito su misura della Asl. Anche perché partiamo da una situazione molto, ma molto difficile».

Il riferimento esplicito è alla carenza di personale infermieristico in tutta la Asl, frutto della gestione distratta del precedente manager Luigi Conga che ha fatto perdere alla pianta organica circa 1.000 posti.
E poiché la legge Finanziaria impone di non superare la spesa del 2004, cioè quella di Conga con meno mille posti in organico (allora si preferivano i contratti a tempo e le consulenze invece dei concorsi), è chiaro che oggi si debbono fare acrobazie e contorsioni per assicurare con poco personale servizi anche maggiori. Di qui gli accorpamenti e le soppressioni.
«Nel 2007, con l'ok della cabina di regìa, la Asl ha deliberato assunzioni a tempo per 2,2 milioni oltre il tetto di spesa, anche se poi la Regione ci ha chiesto di rientrare dallo sforamento, dandone comunicazione alla Corte dei Conti – spiega l'ing. Maresca – Nel 2008 per rispettare il tetto abbiamo soppresso oltre 80 posti letto e accorpato molti reparti».

L'assistenza ai cittadini ne ha risentito?
«Certo. Siamo consapevoli che le risposte sanitarie che non si trovano a Chieti, si vanno a cercare altrove, anche se a pagare è sempre la Asl».

La critica che viene rivolta alla sua gestione è l'eccessiva attenzione all'Ospedale, con conseguente disinteresse per il territorio.
«E' solo un'impressione. Il miglioramento dei conti è evidente e generalizzato. Siamo passati da un disavanzo di 96 milioni nel 2005 (gestione Conga) a 56 milioni nel 2007 e ancora di meno a fine 2008. Io mi sono mosso solo ed esclusivamente in linea con leggi, indirizzi e regolamenti, come ho scritto ai sindaci – continua Maresca – forse l'Ospedale fa più notizia. Ma, ad esempio, abbiamo lavorato molto sui Distretti sanitari di base: abbiamo definito le aree, indicato i responsabili, attivato il controllo di gestione: adesso sappiamo, per esempio, quanto lavora un ecografo. E' vero, manca ancora l'integrazione informatica con il resto della Asl, ma solo perché i finanziamenti della regione tardano, anche se il sistema sta a buon punto. Anche per i Medici di base, una volta messi in rete e collegati alla Asl, dovrebbero finire deregulation e deresponsabilizzazione, con i ricoveri facili dietro l'angolo. E invece il territorio deve fare filtro, l'ospedale deve dimagrire, deve aumentare la residenzialità dei pazienti con più RSA e non bisogna più avere una visione ospedalocentrica della salute».

Complessivamente come si preannuncia il 2008?
«L'obiettivo di spesa per quest'anno è 388.901 milioni. La proiezione molto attendibile è di un sostanziale pareggio».

Di cosa in particolare si doveva parlare con la Conferenza dei sindaci?
«Le azioni che derivano dal Piano di risanamento sono finite, ma visto che molti problemi sono ancora aperti, dobbiamo chiederci se questo Piano è stato sufficiente a liberare risorse per far funzionare meglio la Asl – come ho detto ai Sindaci, spiega il Manager – se non è stato sufficiente dobbiamo progettare un nuovo Piano operativo attraverso l'Atto aziendale, la pianta organica, i nuovi accordi Università-Regione e la revisione dei finanziamenti alle Asl attraverso l'analisi sulla gestione».

In concreto, quale sarà il futuro dei tre Ospedali della Asl? Ne vuole chiudere qualcuno?
«Ma quando mai... al massimo ci sarà qualche piccola, parziale o temporanea modifica. Il progetto complessivo è quello di sviluppare un'Azienda unica con tre vocazioni: per Chieti il progetto è quello dell'aziendalizzazione universitaria, Ortona ha un futuro di attività chirurgica programmabile, Guardiagrele si specializzerà sugli anziani e forse potrà ospitare un IRCCS, un istituto scientifico specializzato di cura e ricerca insieme con l'Università. Chi dice altro, fa solo chiacchiere e propaganda elettorale».

L'aziendalizzazione di Chieti è dietro l'angolo?
«Intanto è nel Piano sanitario regionale – conclude il Manager – e c'è un gruppo paritetico ospedale-università che sta lavorando per disegnare questa nuova struttura, che non è una semplice azienda ospedaliera, perché ha dentro tutta l'attività didattica e formativa dell'Università. Non è facile trovare gli equilibri giusti, aggiungere le specializzazioni che mancano, come Neuropsichiatria infantile, Diabetologia e Gastroenterologia. Poi bisogna leggere i movimenti dei cittadini sul territorio alla ricerca di sanità, aumentare la produttività dei reparti universitari che fino ad oggi hanno un bilancio in deficit, considerare i riflessi sulle altre Asl, aumentare le prestazioni a maggiore valore aggiunto, trovare i 300 Infermieri che mancano all'appello. Sarà compito della politica accelerare o frenare questo processo. E non dimentichiamo che ora c'è un nuovo Commissario».

Novità a breve per la Asl, in attesa delle decisioni politiche?
«A Chieti arrivano due Tac molto evolute a 64 e 32 strati. Altre due altrettanto nuove sono già a Guardiagrele e ad Ortona - conclude soddisfatto il Manager - Il mio sogno? Farle lavorare anche di notte, magari per i ricoverati, così di giorno sono a disposizione degli esterni, senza liste di attesa. Le statistiche però ci dicono che l'Italia batte la Germania 8 a 1 per le radiografie. Cioè se ne fanno troppe e con costi altissimi. Lì il sistema dei controlli funziona meglio, anche per i farmaci ed i ricoveri».

Parafrasando uno slogan del Tribunale del malato, dunque il sogno è sempre quello di trasformare gli Ospedali italiani in Ospedali, senza sprechi e senza doppioni. Anche quello di Chieti. Dove ci sono ancora 3 Cardiologie, 2 Oculistiche, 4 Medicine e 2 Urologie.

Sebastiano Calella 02/10/2008 9.38