L’accordo che fa discutere: palazzine di 6 piani per un parco di 5 ettari

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’accordo che fa discutere: palazzine di 6 piani per un parco di 5 ettari
PESCARA. Oggi pomeriggio, alle 18, nell’auditorium Castellamare, si svolgerà un’assemblea pubblica, convocata dal presidente della Circoscrizione, Stefano Cardelli, per discutere della proposta.
Un progetto che sta facendo discutere i residenti della zona e storcere qualche naso. Da quelle parti, infatti, dovrebbero sorgere due palazzi di sei piani in via Gioberti. In più c'è un centro residenziale che nascerà anche vicino al tribunale: tutto il pacchetto fa parte di un accordo di programma tra Comune e costruttori dove la pubblica amministrazione ne guadagnerebbe un parco di 5 ettari e mezzo tra la riviera e la strada parco.
Ma puntuali sono sorte le critiche: quelle dell'opposizione, quella di Rifondazione Comunista (sempre contraria alla cementificazione) e quella dei residenti.
E' «una scelta sbagliata e dannosa», secondo Maurizio Acerbo, che ricorda come «appena si è liberato di Rifondazione il sindaco ha fatto approvare dalla nuova giunta in data 18 giugno 2008 una delibera che prevede "il cointeressamento di soggetti privati" e indica negli accordi di programma lo strumento più idoneo».
«Con la variante al PRG», ricorda Acerbo, «abbiamo salvato dalla cementificazione le aree verdi tra la Pineta di Santa Filomena e la strada-parco delimitate a Nord dal complesso Le Naiadi e a sud dal Comando della Forestale. La destinazione a verde pubblico di quei 5 ettari e mezzo di terreno sui quali il PRG del centrodestra aveva previsto una massiccia edificazione non va messa in discussione aprendo tavoli con i costruttori proprietari delle aree».
«E' assurdo», continua Acerbo, «pensare che si possa consentire l'edificazione di aree già asservite come quelle in via Gioberti che vanno acquisite al patrimonio comunale e sistemate definitivamente».
Rifondazione ha sempre proposto che il Parco Nord venga realizzato tramite le procedure di esproprio per pubblica utilità. La cifra è alla portata dell'amministrazione comunale di Pescara (nel Piano Triennale delle opere pubbliche avevamo già stanziato una prima somma).
«Tra l'altro non c'è fretta», chiude Acerbo, «perchè il vincolo salvaguarda l'integrità delle aree fino alla realizzazione del parco e il Comune non è tenuto a pagare indennizzi. Il Comune può programmare anche di acquisirne un pezzo per volta, a seconda delle disponibilità finanziarie».
«L'obiettivo è quello di acquisire una grande parte del parco nord, almeno 4 ettari da destinare ad un grande parco pubblico per la cittadinanza», replica l'assessore Antonio Blasioli. «E' un obiettivo chiaro, che abbiamo santificato anche nel programma di mandato». La novità, secondo il Comune, starebbe nel percorso procedimentale «estremamente trasparente, che arriva ad affidarci a due importanti consulenti esterni, come sono il professor Urbani che ci ha chiarito che si tratta di un vincolo conformativo e al professor Carbonara, docente di estimo, che ci hanno rimesso una relazione estimativa sul terreno di oltre 54.758 mq».
Martedì verrà consegnata ai proprietari dei terreni la relazione, «perchè la studino con i loro tecnici e si siedano con noi ad un tavolo per arrivare alla definitiva composizione di questo accordo a cui si lavora da anni».
Secondo il Comune le preoccupazioni dei residenti di veder crescere cubature su via Gioberti sono infondate, «tanto che il terreno di via Gioberti, su cui c'è un accordo di programma presentato nel 2006, e non negli ultimi mesi, non è oggetto del lavoro di stima che abbiamo commissionato al professor Carbonara».

«NESSUNA COLATA DI CEMENTO»

«Nessuna colata di cemento interesserà via Gioberti», insiste Blasioli. «All'accordo con i proprietari procederemo sulla base della stima del valore del parco che abbiamo loro consegnato stamane nel corso di una riunione, stima che rende ancora più trasparente l'iter per arrivare all'accordo».

30/09/2008 10.23

ACERBO:«SBAGLIATO SOSTITUIRE IL VERDE IN QUELLA ZONA»

«La stima del valore delle aree, e quindi del costo di un eventuale esproprio conferma le nostre previsioni. Probabilmente evitando di espropriare piccoli immobili presenti nel perimetro si ridurrebbe ulteriormente. Emerge dal lavoro dei consulenti che le pretese dei costruttori erano assolutamente spropositate»
Replica a stretto giro anche Maurizio Acerbo che giudica positivo l'impegno preso dall'assessore.
«Spero che sia vero e che non si proponga in seguito qualche forma di trattativa al rialzo da parte dei costruttori», ha aggiunto Acerbo,«considero anche positivo che venga scartata l'ipotesi di rendere edificabili aree in via Gioberti o in altre zone della città.
Soltanto che se questa è la linea risulta impossibile realizzare uno o più accordi di programma. Infatti l'idea sottesa al ragionamento di Blasioli, e circolata spesso in Comune negli anni passati, è quella che una quota delle aree destinate a verde pubblico venga trasformata in edificabile in cambio della cessione al Comune del resto.
Si tratta di una scelta sbagliata dal punto di vista urbanistico e ambientale e, soprattutto, Illegittima perchè contrasta con il Regolamento sugli accordi di programma vigente».
Il Regolamento prevede che non si possano sottoporre alle procedure di accordo di programma terreni che la "Variante delle Invarianti" ha destinato a particolare tutela e a verde pubblico.
Procedere nella direzione indicata da Blasioli, secondo l'esponente di Rc, implicherebbe la modifica del Regolamento e non solo la votazione dell'accordo.

30/09/2008 16.38