Centro oli, raccolti 10 mila euro per acquistare i terreni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro oli, raccolti 10 mila euro per acquistare i terreni
ORTONA. Comprare i terreni nei pressi del futuro centro oli. La prima proposta l'aveva lanciata il comitato Naturaverde. Poi il Comune di Pescara si era accodato e aveva offerto 50 mila euro.
Mentre il sindaco di ortona Fratino frena e definisce l'idea «pura fantasia», gli ambientalisti rilanciano l'iniziativa. Al tempo stesso spiegano che non sarà una impresa facile, anche a causa della diffidenza delle persone. Ma l'acquisto dei terreni potrebbe realmente fermare il colosso Eni?
La maggior parte dei proprietari di terreni della zona ha già stipulato l'atto di cessione. Tutti tranne due. Naturaverde insieme ad altri comitati, alcune associazioni, qualche cantina ha quindi pensato di «proteggere» quegli appezzamenti e i loro proprietari, fornendo assistenza legale e acquisendo parte o la totalità dei terreni rimasti.
«Le donazioni che ci siamo permessi di chiedere», hanno chiarito i responsabili del comitato, «sono vincolate ad una unica destinazione:
la tutela dei proprietari che hanno avuto il coraggio di dire no all'Eni , l'acquisto dei terreni in oggetto e tutto ciò che occorre per contrastare il centro oli, tipo ricorsi al consiglio di stato eccetera».
I soldi vengono raccolti sul conto corrente, sono tracciabili sia in ingresso che in uscita , tutto è documentato, per donazioni dirette viene rilasciata ricevuta.
«Nessuno prenderà un euro», assicurano dal comitato. «Da più di un anno stiamo sacrificano la nostra vita, i nostri affetti ed anche i nostri affari per questa causa; ci sono agricoltori che in questi giorni non sono andati a cogliere l'uva, ci sono impiegati che hanno bruciato le proprie ferie e terminato i permessi, consulenti ed imprenditori che stanno perdendo tanti soldi, per non parlare che molti di noi oltre a ciò spendono anche, di tasca propria , diverse centinaia di euro al mese per la causa».
Cosa comporterà l'acquisto dei terreni? «Se i due terreni non verranno ceduti all'Eni e verranno comprati dai cittadini sarà impossibile recintare l'area, perché se vogliono fare cause o quant'altro lo devono fare a tutti gli abruzzesi e non a due poveri cristi, perchè senza i due terreni difficilmente realizzeranno il centro oli».
Sembra quasi che questa sia l'ultima speranza: «in alternativa recinteranno tutta l'area con un bel muraglione alto cinque metri , diranno che ora hanno anche i terreni e secondo il loro auspicio con una giunta più compiacente che domani ci dirà "noi siamo contro il centro oli , ma è un atto dovuto rilasciare le concessioni" immediatamente inizieranno a costruire».
«Chi vuole aderire», spiega ancora il comitato, «può chiedere rendiconti o può non effettuare donazioni. Tra soldi raccolti e promessi fino a venerdì non siamo arrivati a più di 10.000 euro e non 100.000 come qualcuno ha detto».
Ma si sta lavorando anche su altri fronti: «stiamo lavorando alla legge regionale che dovrebbe essere discussa il 30 settembre, stiamo interessando indistintamente tutti i politici, stiamo preparando le osservazioni alle via, stiamo cercando di capire come mai esistono in Abruzzo ben otto uffici regionali che possono dare pareri e non si esprimono ( esiste anche un ufficio per la difesa del suolo)».

29/09/2008 9.07