La procura va avanti: «processo per Pollari e Pompa»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Il capo della procura di Roma, Giovanni Ferrara, e il pm Pietro Saviotti hanno chiesto il rinvio a giudizio per l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e per il suo ex collaboratore, ex impiegato Telecom abruzzese.
Il reato per cui l'accusa ha chiesto il processo è peculato: i due, secondo gli inquirenti si sarebbero appropriati e avrebbero fatto uso di somme, risorse umane e materiali del Servizio per scopi palesemente diversi da quelli istituzionali.
I fatti, oggetto dell'indagine, sono addebitati a Pollari, in qualità di direttore del Sismi dal 15 ottobre 2001, e a Pompa, nel ruolo di consulente dal novembre 2001 e di dipendente del Sismi dal 9 dicembre 2004 al dicembre 2006, quale direttore di sezione addetto all'ufficio del direttore.
In particolare, secondo l'accusa, Pollari avrebbe indirizzato «l'attività consulenziale di Pompa esercitando poteri d'ordine e di direzione come superiore gerarchico».
In questa posizione dirigeva, richiedeva, autorizzava e ratificava l'operato di Pompa, «da cui riceveva continuativamente aggiornamenti verbali a mezzo telefono, appunti e note informative» sulle presunte opinioni politiche, sui contatti e sulle iniziative di magistrati, funzionari dello Stato, associazioni di magistrati anche europei, giornalisti parlamentari, movimenti sindacali. .
Per Pompa l'accusa è anche un'altra e si chiama introduzione clandestina in luoghi militari e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio«/b>.
Il braccio operativo di Pollari, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato trovato in possesso di documenti su supporti informatici - un cd e due dvd - «che nell'interesse della sicurezza dello Stato dovevano rimanere segrete in quanto in parte protocollate agli atti del Servizio».
Per molti altri capi di imputazione, attribuiti a Pollari e Pompa, la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione.

29/09/2008 8.46