Incarichi professionali. Gare pubbliche ecco perchè non ci sono mai

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Nei giorni scorsi i dubbi mossi dall’Ordine degli architetti di Pescara in merito ad alcuni affidamenti degli incarichi professionali senza gara pubblica. Un dubbio già sollevato nei confronti del comune di Pescara attraverso esposti che hanno allertato la magistratura.
MONTESILVANO. Nei giorni scorsi i dubbi mossi dall'Ordine degli architetti di Pescara in merito ad alcuni affidamenti degli incarichi professionali senza gara pubblica. Un dubbio già sollevato nei confronti del comune di Pescara attraverso esposti che hanno allertato la magistratura.


Ora l'attenzione si sposta anche a Montesilvano dove l'andazzo sembra sia stato lo stesso.
Il dato incontestabile è che negli ultimi anni non si è svolta una sola gara di evidenza nazionale ed europea, che riguardasse opere pubbliche.
Possibile che in nessun caso ci sia stata una base di gara (superiore ai 100mila euro) tale da permettere a tutti, da Trieste a Palermo di concorrere?
Una gara pubblica è senza dubbio più lunga e complicata da gestire in termini burocratici, sempre comodo quindi, risolvere affidandosi all'elenco di professionisti che giace in Comune, invitarne 5 (come prevede la legge) a partecipare e tra loro sceglierne uno. Molto più comodo. Se gli enti pubblici avessero la facoltà di poter scegliere...
La legge invece parla chiaro e la parola chiave è “obbligo”. Con base superiore a 100mila euro l'ente ha l'obbligo di fare la gara pubblica.

IL TEOREMA DI “MIMI' TRAFFICHINO”: 3+2=2

La matematica non è un'opinione ma un ipotetico indefesso dipendente pubblico, tale Mimì Traffichino, dovrebbe proprio spremersi la testa in calcoli per ottenere da una base di gara di 1.400.000 euro un onorario per un professionista inferiore ai 100mila euro.
Ma Mimì non è certo il “fannullone” di cui parla tanto il ministro Brunetta, lui riuscirebbe a farlo.
Basterebbe fare conti “sballati”, applicare leggi vecchie ignorando magari circolari del Ministero, aggiungere lì, sottrarre di là... e sperare che nessuno se ne accorga, anzi meglio che nessuno vada a controllare.
Ad esempio, nel caso di base di gara di 1.400.000 per far risultare un onorario inferiore ai 100 mila euro si potrebbe applicare una clausola che prevede una riduzione dell'importo in favore dell'ente pubblico del 20% secondo la legge 155/89, così da diminuire la cifra.
Peccato, però, che la Circolare n.2473 del 16 Novembre 2007 del Ministero delle Infrastrutture, preveda che l'importo in questione sia determinato al lordo della riduzione, ovvero che sia già comprensivo di essa. Quindi non ci sarebbe nulla da sottrarre.
…Ma magari nessuno se ne accorge.
Ma potrebbe anche decidere di far risultare un rimborso spese per il professionista pari al 20% dell'onorario anzichè del 29% come dovrebbe essere... sempre sperando che nessun Ispettore Zelante sia alle spalle… Si può sempre dare la colpa alla calcolatrice.
Ma la cosa migliore e più furba da fare, quasi una genialata, sarebbe aprire una nuova gara per completare qualche progetto iniziato, “dimenticare” gli importi versati ai professionisti scelti per il “vecchio progetto” così da far risultare un importo inferiore ai 100mila euro e adottare , perchè così prevede la legge, la modalità di gara di 5 professionisti, e tra loro... sceglierne uno.
Chissà chi sarà scelto, magari proprio l'ingegnere Momi Ingegno o l'architetto Compasso Felpato –sarà un caso- ma non invisi alla coalizione del governo pro tempore.
Detto semplicemente: per un incarico di progettazione preliminare e definitiva, già effettuato per una determinata opera, viene dato un tot compenso ai professionisti che se ne sono occupati.
Per la progettazione esecutiva , per la coordinazione della sicurezza e direzione dei lavori della stessa opera si vogliono scegliere altri professionisti: come fare?

LA SOLUZIONE

«Quando l'affidamento della direzione dei lavori e delle altre attività connesse viene disposta in momento successivo all'affidamento dell'incarico di progettazione, le procedure da seguire devono essere definite considerando la fascia di importo corrispondente al valore di tutti i servizi affidati all'esterno” recita la deliberazione n.39 del 23/052006 dell'Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici.
Quindi applicare la giusta modalità di selezione, sempre considerando l'importo iniziale già consegnato.
Il risultato potrebbe essere agghiacciante: più di 100mila euro quindi gara pubblica.
Se questo non viene fatto si rischia, secondo la deliberazione n.5 del 18/01/2006 della sopra citata Autorità di Vigilanza “una manifesta violazione della normativa comunitaria” la quale stabilisce che “con riferimento agli incarichi di progettazione, in caso di ripartizione del servizio in più lotti ai fini della determinazione degli onorari si deve tener conto della somma del valore dei singoli lotti“ .
A leggere attentamente la legge non ci è sembrato di scovare smagliature o deroghe.
Eppure …

Antonella Graziani 27/09/2008 12.54