Strage Nassirya, «responsabilità colpose di due ufficiali dei Carabinieri»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Strage Nassirya, «responsabilità colpose di due ufficiali dei Carabinieri»
ROMA. Era il 27 aprile del 2006. A Nassiriya quattro soldati italiani e uno romeno persero la vita in un attentato terroristico. Tra questi c'era anche il maresciallo Franco Lattanzio, 38 anni originario di Pacentro, provincia dell'Aquila.
In questi giorni la procura di Gorizia ha trasmesso a Roma un fascicolo in cui si ipotizza il reato di cooperazione colposa in omicidio a carico di due ufficiali dell'Arma.
Il sostituto procuratore di Gorizia Marco Panzeri stava indagando su un altro episodio - riguardante un presunto indebito trasferimento di due carabinieri di stanza a Nassiriya- quando sono venuti alla luce elementi relativi all'attentato del 27 aprile, uno dei più gravi subiti dagli italiani in Iraq, che lo hanno spinto ad ipotizzare responsabilità colpose di due ufficiali dell'Arma in relazione alla morte dei 5 militari.
Gli atti sono stati quindi trasmessi alla procura militare di Roma, che peraltro aveva già aperto un fascicolo, a suo tempo, sull'episodio.
A quanto trapelato all'indomani dell'attentato, il 27 aprile i militari italiani avevano adottato tutte le norme di sicurezza
previste: mezzi protetti, cambiamento di orario e di itinerario.
Fin dal primo giorno, tuttavia, si sviluppò una accesa polemica sull'eventuale sottovalutazione del rischio e sulle presunte carenze dei mezzi.
A bordo del blindato un ufficiale dell'Esercito, 15 militari dell'Arma e un romeno.
A perdere la vita, quel giorno, furono il capitano dell'Esercito Nicola Ciardelli, 34 anni, un paracadutista del 185/o Reggimento acquisizione obiettivi di Livorno, il maresciallo capo dei carabinieri Franco Lattanzio, 38 anni, originario dell'Aquila ma in servizio al comando provinciale di Chieti, e il suo parigrado Carlo De Trizio, 37/enne di Bisceglie, ma effettivo al nucleo radiomobile di Roma.
Deceduto anche il caporale romeno Bogdan Hancu. Dieci giorni dopo l'attentato, poi, morì il maresciallo aiutante dei carabinieri Enrico Frassanito, 41 anni, che era stato appena trasferito a Verona, la sua città, dopo aver riportato ustioni sul 40% del corpo e seri problemi respiratori.
L'attentato venne rivendicato da una delle tante formazioni della galassia di Al Qaida.

27/09/2008 9.40


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