Tagli sicurezza, Coisp: «polizia senza soldi, ecco come lavoreremo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Con la conversione in legge 133/2008 del decreto-legge 112, sono stati attuati tagli alla sicurezza per 3,5 miliardi di euro nel prossimo triennio.
C'era bisogno di soldi ma non solo non arriveranno ma quelli che già c'erano sono anche stati tolti. Le condizioni di lavoro per le forze dell'ordine sono sempre più difficili e i sindacati denunciano le pessime condizioni di lavoro.
Dopo l'ennesima manovra «sarà impossibile», denuncia il segretario generale provinciale Giovanni Catitti Coisp, il sindacato della polizia, «l'acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio, nonché la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l'acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più indecorose».
I poliziotti continueranno a non vedersi pagati gli straordinari «che a tutt'oggi vengono vergognosamente corrisposti con circa 6 euro nette all'ora, saranno costretti a pagare anche la "tassa sulla malattia"
(istituita dall'art. 71 del citato decreto-legge) di oltre 30 euro al giorno, anche se costretti a curarsi per cause derivanti dal servizio a tutela dei cittadini».
«I poliziotti non vogliono privilegi», continua Catitti, «ma il semplice riconoscimento della specialità rispetto a quello degli altri dipendenti dello Stato».
A loro, in tema di disciplina, non si applica il noto statuto dei dipendenti pubblici. «Ciò nonostante», chiude il rappresentante del sindacato, «restiamo fedeli al nostro mandato; continuiamo a rischiare la vita per 1.200,00 euro al mese; sacrifichiamo la serenità e la sicurezza dei nostri cari; interveniamo in favore dei deboli e degli onesti, garantiamo lo stato sociale».


22/09/2008 13.57