Roseto, zona Ex-Monti, contaminato anche il terreno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROSETO. Un documento di marzo 2008 della Regione evidenziava la presenza di inquinamento da idrocarburi pesanti nel terreno circostante l’ex Monti. Oltre alla falda, contaminata da Cloroformio, Ferro e Manganese oltre i limiti di legge, da alcuni mesi si era quindi a conoscenza della contaminazione del terreno.
Nella nota la Regione Abruzzo non solo segnala la presenza di inquinamento da idrocarburi, essendo stata superata la CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) per le aree residenziali ma chiede al Comune di provvedere ad attivare la procedura di caratterizzazione del sito.
Questa procedura è ben diversa dalle analisi finora divulgate e attiene ad una procedura molto più dettagliata.
«Se volessimo fare un paragone con la salute di un uomo», spiegano dal Wwf, «realizzare il Piano di Caratterizzazione è come come procedere ad un Check-Up completo in presenza di prime analisi del sangue che presentano parametri sballati».
Quindi, ben prima dei risultati allarmanti sull'inquinamento della falda pervenuti ad agosto 2008 e divulgati dal Wwf, la Regione esprimeva una chiara indicazione sulla necessità di assoggettare il sito a caratterizzazione, visto che questo inquinamento interessava un'area industriale dismessa («a parere di questo Servizio è indispensabile includere il sito in questione tra quelli da assoggettare a caratterizzazione, ciò anche alla luce delle disposizioni contenute nella DGR 1529/06 (Art.9 del disciplinare tecnico per la gestione ed aggiornamento dei siti contaminati..»).
«I dati ufficiali indicano sia una contaminazione del suolo sia una contaminazione della falda, in quest'ultimo caso addirittura in 4 piezometri su 4, tutti oltre i limiti di legge», dice oggi Dante Caserta responsabile regionale del Wwf, «non capiamo su cosa basa le sue dichiarazioni il proprietario dell'Alfa Immobiliare, che l'altro ieri ha dichiarato che tutte le analisi sui terreni erano a posto. La sua azienda è nell'indirizzario della nota della Regione Abruzzo. In quelle case dovrebbero andare ad abitare bambini, donne incinte ecc., per cui servirebbe da un lato trasparenza e dall'altro cautela, basando le proprie dichiarazioni sui fatti. Noi divulghiamo i risultati e le indicazioni degli organi preposti, verificando se il loro comportamento abbia seguito un filo logico e perseguito l'interesse pubblico».
«Ora vedremo se il Comune di Roseto», aggiunge Caserta, «abbia ottemperato a quanto richiesto dalla Regione Abruzzo, data l'estrema delicatezza della situazione. L'area oggetto dell'intervento edilizio è in pieno centro a Roseto e il Piano di Caratterizzazione è l'unico strumento per capire fino in fondo il livello di contaminazione del sito e gli interventi di bonifica eventualmente necessari. Capiamo che esistono altri interessi, anche legittimi, ma la salute dei cittadini e la qualità dell'ambiente sono più importanti. Ora proseguiamo con l'approfondimento dell'accesso agli atti e speriamo che non vengano fuori altre brutte sorprese. Nel frattempo siamo aperti a qualsiasi confronto con chiunque voglia parlare con noi, ma partendo dai fatti finora emersi».
Il WWF ricorda che le analisi dell'ARTA realizzate nell'Agosto 2008 hanno accertato in 4 punti del sito, in cui si sta realizzando un grosso intervento edilizio, un inquinamento da Cloroformio, Ferro e Manganese, superiore ai limiti del testo unico sull'ambiente, il Decreto 152/2006.

20/09/2008 11.59


LA LETTERA DELLA REGIONE