Riciclaggio, sequestati beni per 25 mln di euro in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. 72 milioni di euro in immobili e 30 milioni in denaro, depositato in una banca svizzera, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Monza in un'operazione antiriciclaggio che ha coinvolto anche l’Abruzzo.
Sono state eseguite due ordinanze di custodia cautelare dalla Guardia di Finanza di Monza nell'ambito di una vasta inchiesta della Procura della cittadina brianzola su un presunto giro di riciclaggio.
Le Fiamme Gialle, nel corso di una indagine durata molti mesi, hanno sgominato un'organizzazione accusata di essere dedita al «lavaggio» di capitali clandestini e all'usura.
Al vertice, secondo l'accusa, ci sarebbe un ex contrabbandiere, Salvatore Izzo, 54 anni, pluripregiudicato originario di San Giorgio a Cremano (Napoli) e residente a Milano.
Oggi, l'operazione ha avuto il suo epilogo con il sequestro di beni immobili per 71 milioni e 220 mila euro acquistati attraverso la copertura di società immobiliari vere o fittizie e con la complicità di operatori del settore e professionisti. In totale ci sono 20 indagati (nessun abruzzese). Questi beni sono per metà su territorio brianzolo e per metà in Abruzzo.
«In Abruzzo», ha spiegato a PrimaDaNoi.it il colonnello Giovanni Viglianti che ha coordinato la lunga operazione, «abbiamo sequestrato alcuni appartamenti e un palazzo a Vasto, Città Sant'Angelo e Montesilvano. Un terreno edificabile a Montesilvano e uno a San Salvo, una struttura alberghiera, non in funzione, sempre a Città Sant'Angelo».
La stima dei beni tra Pescara e Chieti, secondo il colonnello, si aggirerebbe «intorno ai 25 milioni di euro».
Izzo, agli arresti domiciliari a Milano, questa mattina è stato raggiunto da un' ennesima ordinanza di custodia cautelare ma resterà ai domiciliari «a causa di problemi di salute».
E il capo dell'organizzazione pare che conoscesse molto bene la regione abruzzese, ed è sempre il colonnello Viglianti a spiegarlo: «dal marzo 2004 al febbraio 2005 l'uomo ha scontato i domiciliari a Pescara dove aveva stabilito il suo domicilio». Proprio da lì poi evase nuovamente e venne ripescato a Milano.
Nel corso delle indagini sono stati scoperti anche due casi di usura, ai danni di un avvocato e di un industriale.

a.l. 17/09/2008 13.53