La Tac di Casoli funziona ma si usa ad intermittenza

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FARA SAN MARTINO. La Tac dell’ospedale Renzetti di Lanciano è per l’ennesima volta fuori uso. Il disagio va avanti da venerdì scorso. Per supplire alle disfunzioni e alle lunghe liste d’attesa, che arrivano anche fino a 4 mesi, la Asl Lanciano-Vasto dirotta pazienti e utenti presso una struttura privata di Lanciano: lo studio radiologico Colalè.

«Tutto questo accade», contesta Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino, «mentre all'ospedale “Giuseppe Consalvi” di Casoli c'è un Tomografo Assiale Computerizzato, la TAC appunto, acquistato ed attivato solo pochi anni fa, che non lavora a pieno regime, e pur sbandierato da politici e manager ai quattro venti come una delle rivoluzioni per l'Ospedale Consalvi di Casoli».
E perché questa grottesca situazione? «Il personale della radiologia di Casoli è ridotto all'osso», spiega ancora Tavani, «il reparto funziona solo al mattino, dalle 8 alle 14, e gli esami della Tac da eseguire col metodo di contrasto possono essere fatti solo due volte a settimana, il martedì e mercoledì, quando nell'ospedale c'è l'anestesista. Il medico, però, almeno fino a mezzogiorno, è impegnato nell'attività del servizio day surgery, il che significa che la radiologia può disporne solo per due ore, quelle restanti prima della chiusura del reparto». Insomma una situazione paradossale.
«Possibile che in questi giorni di bisogno, la Asl non poteva mettere la radiologia di Casoli e la sua Tac in condizioni di funzionare al meglio, mandando medici e tecnici a lavorare lì dagli altri presidi?», si domanda il sindaco. «La Asl sbandiera la cosiddetta rotazione delle equipe mediche, ma la attua solo a parole e quando fa comodo, ma non certo se si tratta dell'ospedale di Casoli.
Ancora una volta c'è una decisione della Asl che lascia perplessi, che aggrava i costi nelle casse dell'azienda e quelli sulla collettività».


17/09/2008 12.07