Centro Oli: Comune Ortona lo difende, Di Martino tentenna

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Il Comune di Ortona interviene in difesa del Centro Oli, il giorno dopo le affermazioni del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, circa lo stop agli investimenti turistici per la città frentana in caso di realizzazione del progetto Eni.

In una nota, l'assessore comunale Carlo Boromeo, si dice «amareggiato dal modo di fare politica di alcuni amministratori, che non perdono occasione - afferma
- di cavalcare l'onda del Centro Oli per avere un po' di spazio sui giornali che diversamente non avrebbero».
«Ci si erge a paladini», prosegue Boromeo, «di un presunto turismo, (presunto perché i dati resi noti ieri evidenziano che il 60% dei pellegrini non pernotta, non consuma e non acquista in città, a Lanciano), e poi si diffondono immagini e notizie artatamente non corrispondenti alla realtà».
«Ancora, non dimentichiamo che per bloccare il Centro Oli il governo regionale di centrosinistra è stato capace di varare una legge che paralizza tutto il tessuto produttivo abruzzese. E' forse questo il bene che il centro-sinistra mostra di volere nei confronti della nostra regione?».
E sempre il Centro Oli ad Ortona torna a far discutere per una presa di posizione di Remo Di Martino, presidente del consiglio comunale in controtendenza con quanto sta accadendo da mesi.
Di Martino nei giorni scorsi ha presenziato alla riunione convocata, all'inizio di settembre, dall'associazione dei Comuni (Anci) sul trabocco di Fossacesia per discutere proprio del progetto e della tutela della costa teatina.
«Tutti i presenti», ha scritto il Comitato Natura Verde in alcuni volantini affissi in città, «compreso quindi Remo Di Martino per la città di Ortona, hanno riconfermato la loro opposizione unitaria alla realizzazione del Centro oli a Ortona».
«Ho partecipato», ha poi replicato Di Martino, «per ribadire che né Ortona, né l'amministrazione, né il consiglio comunale possono essere criminalizzati perché nella seduta del 4 ottobre dell'anno scorso si è votato per la variazione di destinazione d'uso, cioè per un atto conclusivo di un iter avviato cinque anni prima e su cui nessuno aveva mai sollevato dubbi».
«Lungi da noi il pensare che», replica Giusto Di Fabio, presidente del Comitato Natura Verde, «in vista delle prossime elezioni regionali, qualcuno con cui ci siamo dovuti continuamente confrontare e scontrare, possa oggi pensare di cavalcare la tigre dell'ostilità popolare al Centro Oli. Oggi non può certo pensare (e non ci sembra in verità che lo stia facendo) di potersi presentare alle elezioni regionali (alle quali Di Martino è candidato) quale difensore degli interessi della costa: non si possono sposare allo stesso tempo due spose così profondamente nemiche».

17/09/2008 8.52