"Macellaio" impazzito per amore semina il panico per strada agitando coltelli

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3587

FRANCAVILLA AL MARE. Attimi di terrore questa mattina a causa di uno squilibrato che, armato di due grossi coltelli, ha terrorizzato i passanti. L’uomo è stato arrestato dopo una violenta colluttazione con i carabinieri.

FRANCAVILLA AL MARE. Attimi di terrore questa mattina a causa di uno squilibrato che, armato di due grossi coltelli, ha terrorizzato i passanti. L'uomo è stato arrestato dopo una violenta colluttazione con i carabinieri.

Verso le 11, alla stazione Carabinieri è giunta una telefonata che denunciava le gesta di un individuo in evidente stato di alterazione psichica ed armato di due grossi coltelli da macellaio.
In via Primo Vere di Pescara, nel tratto proprio al confine, l'uomo stava seminando il panico tra i passanti agitando le lunghe lame e urlando frasi sconnesse.
I militari, coordinati dal capitano Aldo Manzo della compagnia di Chieti, giunti immediatamente sul posto, hanno subito individuato l'uomo che però ha iniziato a reagire in maniera molto violenta e, con entrambe le lame, ha tentato forsennatamente e ripetutamente di colpire i carabinieri.
C'è stato un violento corpo a corpo -non senza altissimi rischi- e alla fine più carabinieri sono riusciti a immobilizzare l'energumeno a terra e a disarmarlo.
In caserma, l'uomo arrestato è stato identificato nonostante addosso non avesse documenti.
Enver Zelo, questo il suo nome, 29enne cittadino albanese, domiciliato a Francavilla al Mare, al suo attivo ha numerosi precedenti per tentato omicidio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Dall'esame comparativo delle impronte digitali i militari hanno scoperto anche a suo carico un decreto di espulsione, risultato sospeso in quanto l'uomo ha contratto matrimonio con una cittadina italiana.
L'uomo è al momento in carcere a Pescara ove rimarrà a disposizione della magistratura. Deve rispondere di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e porto illegale di strumenti atti ad offendere.
Durante tutto il tempo in cui è stato trattenuto in caserma, l'arrestato ha continuato a ripetere il nome della moglie che, a quanto risulta, l'ha da poco tempo abbandonato.
Ai carabinieri ha più volte gridato di voler morire:«sparatemi, sparatemi» ha continuato ad urlare dalla cella di sicurezza.

16/09/2008 19.06