Scoperte discariche sulle sponde del Vomano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PINETO. Una decina di discariche abusive, un canale di scarico di liquidi provenienti chissà da dove, inerti, eternit e quant’altro. Il tutto abbandonato lungo l’argine sud dell’alveo del fiume Vomano.

Un danno ambientale di proporzioni non indifferenti, scoperto questa mattina dal sindaco del comune di Pineto, Luciano Monticelli, nel corso di un blitz organizzato con la collaborazione del comando della polizia municipale (presenti il comandante Giovanni Cichella e alcuni agenti), dei volontari della protezione civile-Gran Sasso Italia, coordinati dal responsabile Sandro Lelli, presenti con il laboratorio mobile, della dottoressa Giansante direttrice del laboratorio dell'Istituto Zooprofilattico del Cerrano.
Sono stati eseguiti prelievi in 5 diversi punti del fiume Vomano, dall'interno sino a raggiungere la foce.
Sono stati anche catturati dei pesci, compresa un'anguilla, che verranno ora sottoposti a delle analisi particolari per accertare il tasso di inquinamento presente nei loro tessuti.
«Abbiamo trovato di tutto», ha commentato il sindaco Monticelli, «non mancava davvero nulla. C'erano persino dei bidoncini gettati in mezzo ai cespugli a ridosso degli argini, contenenti prodotti chimici utilizzati per realizzare pavimentazioni nelle strutture in costruzione. E' una vergogna! Più a monte abbiamo scoperto pezzi di autovetture abbandonati in prossimità del Vomano. Evidentemente qualche carrozziere ha gettato lì materiale che invece andrebbe smaltito diversamente».
Il sindaco Monticelli, con l'avallo anche del corpo forestale dello Stato, ha ora intenzione di chiudere la strada che corre lungo l'argine sud del Vomano, utilizzata soprattutto di notte da chi intende abbandonare materiali di risulta a pochi metri dal corso del fiume.
«Bisogna adottare delle soluzioni e delle strategie estreme», ha detto ancora il primo cittadino, «se vogliamo salvare questo patrimonio. Ritengo che qui vada elaborato un piano che possa in un tempo relativamente breve portare anche alla stesura di un progetto per l'istituzione di un'oasi fluviale, con un percorso per gli amanti di mountainbike e di lunghe passeggiate. Una cosa comunque è chiara: bisogna al più presto procedere con un'opera di bonifica, impedendo che tutto ciò possa ripetersi».
Preoccupa anche la presenza del collettore che da Roseto confluisce le acque fognarie nel depuratore di Scerne di Pineto.
La condotta attraversa il Vomano. Ma c'è il pericolo, per la presenza di grossi tronchi, che possa spaccarsi, riversando nel fiume i liquami, causando un disastro ambientale.
Intanto, durante il blitz di questa mattina sono stati recuperati materiali considerati interessanti ai fini delle indagini per scoprire l'identità degli “attentatori” alla salute del Vomano e dell'ambiente circostante.
I volontari della protezione civile hanno trovato lungo gli argini lettere, elenchi telefonici e persino prescrizioni mediche, oltre a dei farmaci scaduti abbandonati lungo l'alveo.
Grazie alla presenza sul posto dell'unità mobile della protezione civile, è stato possibile procedere immediatamente con la stesura di un verbale sull'esito del sopralluogo.
Tutti gli atti nelle prossime ore verranno consegnati alla Procura della Repubblica di Teramo.
«Attendiamo anche l'esito delle analisi», ha concluso il sindaco, «sui prelievi alle acque e sui pesci catturati. Comunque siamo fortemente preoccupati. Ma posso assicurare fin d'ora che per noi è iniziata una battaglia per la tutela del fiume Vomano».

15/09/2008 15.47