«Danno erariale 12 mila euro»: Corte dei Conti condanna giunta Pescocostanzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA SENTENZA. PESCOCOSTANZO. L'attuale giunta comunale di Pescocostanzo, presieduta dal sindaco Pasqualino Del Cimmuto, e' stata condannata dalla sezione regionale d'Abruzzo della Corte dei Conti. al risarcimento di circa 12 mila euro per danno erariale nei confronti del Comune.
Tutto e' scaturito da un esposto dei consiglieri di opposizione, presentato nel marzo 2006 alla Procura della Corte dei Conti. E a quanto pare l'esposto si è dimostrato fondato.
Nel documento si spiegava che, con delibera di giunta del 3 agosto 2004, l'amministrazione aveva proceduto ad affidare un incarico di "consulenza generale" ad un avvocato di Popoli, Tommaso Marchese.
Il professionista aveva il compito di partecipare ed assistere a riunioni, trattative ed in tutte le attività stragiudiziali doveva provvedere alla "stesura di particolari proposte di deliberazione, di ordinanze e provvedimenti in genere, di competenza degli organi istituzionali".
Per tutti questi incarichi il professionista è stato pagato a prestazione e senza stabilire alcun compenso predeterminato (applicazione dei minimi tariffari).
I pagamenti erano sempre importanti: 12.899,82 dati in più volte. Il
15 febbraio 2005 i primi 1.958 euro più altri 184 per la copertura di spese, il 30 giugno 2005 1.792,97 euro, il 9 agosto 2005 1.792,97; il
13 luglio 2005 € 1.792,97; il 15 marzo 2006 altri 1.792,97; il 4 aprile 2006 ancora la stessa cifra così come il 9 ottobre 2006.
L'incarico, della durata di un anno è poi stato prorogato. Ma alla Corte dei Conti quella delibera non è mai arrivata «vista la particolare difficoltà degli stessi consiglieri d'opposizione di ottenere atti amministrativi».
Già una precedente sentenza della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per l'Abruzzo, (la numero 679 del 14 settembre 2004) aveva stabilito che non è consentito creare «una struttura parallela, che non consista in una consulenza del tutto eccezionale e temporanea», in quanto si ha l'effetto «di demotivare e svilire il personale dell'Ente».
La Corte dei Conti poneva inoltre l'attenzione sul fatto il consulente incaricato è il legale dell'azienda di cui è socia la moglie del sindaco del Comune di Pescocostanzo e dello stesso sindaco in alcune questioni legali.
«A ciò deve aggiungersi», si legge ancora, «che il Comune di Pescocostanzo non ha mai avuto alcun consulente legale e nel corso delle passate amministrazioni mai si è servito di strutture esterne se non per la normale rappresentanza in giudizio di cui necessita un comune delle dimensioni di Pescocostanzo».
Infatti, anche in questo caso la Giunta si sarebbe dovuta avvalere per la 'consulenza generale' del Segretario comunale.
I componenti della minoranza avevano piu' volte invitato la giunta a revocare la delibera, ma senza ottenere risultato.
Oltre che dal sindaco Del Cimmuto, l'attuale giunta è composta dagli assessori Sergio Colabrese, Antonio Di Geronimo, Monica Macino e Carlo Rainaldi. Tutti e cinque sono stati condannati a risarcire, di tasca loro, le casse del Comune con un importo procapite di 2.579,96 euro.
«Risultano violati», scrive la Corte dei Conti, «i doveri imposti dai generali ed irrinunciabili canoni di buona amministrazione, con evidente trascuratezza dei prevedibili (ed evitabili) effetti pregiudizievoli connessi all'attività in argomento. Il comportamento dei convenuti è connotato da colpa grave».

Alessandra Lotti 13/09/2008 9.52