Francavilla, «che fine ha fatto il piano artigianale?»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1159

FRANCAVILLA. Che fine ha fatto il Piano artigianale? Perché il Consiglio comunale a Francavilla lo convoca l'opposizione? E l'antenna Vodafone piazzata nel Parco Carletto verrà spostata?
Vi siete dimenticati della tomba di Michetti, oltre che di Filippo
Masci: a Francavilla al mare la minoranza in Consiglio attacca, ma non sfonda. Usa il fioretto e non la sciabola, così le stoccate sono eleganti e non devastanti, pur essendo gli interventi molto animosi.
«Io vi ho fatto un grande regalo: la democrazia. Adesso qui finalmente si discute, non come prima quando si approvava solo con un cenno del sindaco», è sbottato ad un certo punto il sindaco Nicolino Di Quinzio.
Apriti cielo: i consiglieri (si sono distinti D'Amario e Matricardi) sono scattati a difesa di Angelucci. «Ma come si permette», «io non volevo offendere nessuno» ed il dibattito si è trascinato, così come su altri punti tanto che qualcuno tra il pubblico ha criticato la conduzione del Consiglio da parte del presidente Carlo De Felice che non ha stroncato sul nascere le lungaggini. Come è capitato anche sulla delibera per il noleggio che il sindaco ha ritirato: il dibattito è durato a lungo, invece – a detta degli aficionados dei Consigli – non ci doveva proprio essere visto il ritiro.
Giuseppe Pellegrino: «sindaco, a 100 giorni si fa un bilancio. Qui l'amministrazione è ferma, il Piano artigianale pure, non conosciamo il tuo programma». Tina Di Girolamo, assessore: «ritardi a noi? Ma se la delibera è vostra e risale al 2000: avete dormito 8 anni, non avete ottemperato alle prescrizioni della Provincia e saremmo noi quelli che dormono?» Pellegrino e Carlo Matricardi: «ma il nostro vuole essere uno stimolo ad avviare l'iter». Lucrezio Paolini: «dovete spostare l'antenna Vodafone da piazza Antonio Russo per riqualificare l'area di Parco Carletto. C'è un'area già individuata dalla precedente amministrazione con il Piano antenne». Massimiliano Di Pillo,
assessore: «iter già avviato per lo spostamento, forse non ci costerà nemmeno». Valerio Baldassarre: «la tomba di Francesco Paolo Michetti è inaccessibile e tra poco è l'80° anniversario dalla morte. E non dimentichiamo nemmeno Filippo Masci, che non è un quisque de populo: filosofo, allievo di Spaventa, primo deputato di Francavilla». Di
Quinzio: «quello è il Mausoleo della famiglia Pomilio, altrettanto benemerita. Faremo di tutto per risolvere il problema». L'ultima polemica è però del sindaco: «Avrei voluto che i dirigenti comunali fossero presenti ai lavori del Consiglio – ha detto in modo accorato Nicolino Di Quinzio, già in precedenza sollecitato su questo punto da Rocco Cappelletti – questi funzionari sono al servizio della città, ma non sentono il dovere di essere qui. Sono stati abituati così, la macchina amministrativa che ci avete lasciato è arrugginita. Ci vorrà del tempo per ripartire. Chi di voi si agita vuole solo difendere il passato, ma io non lo voglio criminalizzare. Il mio progetto è cambiare la città e in 4 mesi non si poteva fare di più. La vera novità di questa amministrazione? Ci sono teste pensanti, non è un gregge che segue il pastore».

Sebastiano Calella 08/09/2008 8.10