Comune-Aca, «quella lettera di Catena che metteva le cose in chiaro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Comune-Aca, «quella lettera di Catena che metteva le cose in chiaro»
CHIETI. «Il Comune di Chieti sapeva che l'Aca non voleva acquisire il servizio per la città – ha sostenuto AN in conferenza stampa – quindi è falso dire che era stato "costretto" ad aderire all'Ato pescarese».
Sale di tono lo scontro sull'acqua tra AN e l'amministrazione comunale di Chieti. Dopo il primo botta e risposta («il Comune ha un debito di
7 milioni e 600 mila euro», «non è vero, sono soldi che dobbiamo incassare con le bollette») e le reciproche accuse di essere bugiardi, Umberto Di Primio, Mario Colantonio, Marco D'Ingiullo e Gianfranca Mancini hanno presentato nuovi documenti sui rapporti Comune di Chieti ed Aca.
In particolare una lettera di Bruno Catena, presidente Aca, a Giorgio D'Ambrosio, presidente Ato, in cui a chiare lettere si dice che «è opportuno che in questa fase – siamo a luglio 2007 – l'azienda non venga coinvolta» acquisendo il servizio idrico di Chieti.
«Un'acquisizione – spiega ancora Catena – che porterà ad un risultato negativo, con evidenti perdite che ben possono essere evitate attendendo le previsioni regionali e mantenendo in esser la gestione in capo al comune di Chieti».
Ciò in quanto era già previsto che la Regione avrebbe tolto Chieti dall'Ato pescarese. Secondo Umberto Di Primio, che di AN è capogruppo in Comune, Ricci sicuramente, ma anche Luigi Febo, sapevano di questa lettera, «quindi è puerile cercare di far passare la "costrizione" o "l'obbligo" di legge di passare all'Ato pescarese. Come puerile è tentare di far dipendere la crisi idrica di Chieti dal trasferimento dell'acquedotto di Rocca di ferro (una sorgente che alimenta Chieti dal 1891) all'Aca».
Ciò in quanto la sorgente eroga 26 mila metri cubi di acqua l'anno a fronte degli 11 milioni di m cubi che Chieti consuma.
«Senza dire che Rocca di botte l'ha trasferita all'Aca proprio il centrosinistra», ha aggiunto Di Primio. Per fare chiarezza sulla crisi idrica, AN ha perciò presentato un'interrogazione per sapere quanti soldi Chieti deve all'Aca (loro dicono 7,6 mln di euro), per quale ragione il Comune «non ha provveduto a pagare all'ACA la fornitura di acqua per l'anno 2006 e adesso come si intende provvedere al pagamento. Inoltre, quali tariffe saranno applicate? Quelle più alte o quelle più economiche della Sasi che è il nuovo ente gestore?
All'orizzonte anche una buona notizia per i cittadini che pagano le bollette. AN sta pensando di chiedere uno sconto, visti i disservizi subìti in questi due ultimi anni.

Sebastiano Calella 06/09/2008 10.23