Ad Atri la crociata contro l'urina selvaggia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATRI. Sindaco, assessori, parroco e alcuni cittadini di Atri si dicono pronti ad avviare quella che appare una piccola "crociata" contro la maleducazione.

ATRI. Sindaco, assessori, parroco e alcuni cittadini di Atri si dicono pronti ad avviare quella che appare una piccola "crociata"
contro la maleducazione.
La stessa che, soprattutto nel corso dei fine settimana, riduce alcuni bellissimi angoli monumentali della città ducale in latrine a cielo aperto.
Uno spettacolo che Don Marco Trivisonne – parroco della cattedrale – definisce «indegno», soprattutto per una città che si definisce culla di un'antica cultura.
«Lo spettacolo che ho di fronte ogni domenica mattina, quando mi reco alla prima messa a San Francesco è qualcosa di sconvolgente. Il bellissimo angolo medioevale del vicolo, parte della chiesa ed il suo porticato, ridotto a bagno pubblico con urina e, a volte, perfino vomito».
Lo stesso accade per la parte più nascosta della cattedrale. Chi frequenta la notte non si ferma di fronte a nulla pur di dar sfogo alla propria incontinenza.
Una situazione che preoccupa molto l'amministrazione comunale che, nei giorni scorsi, ha incontrato i gestori dei bar facendo precise
raccomandazioni: servire alcol e birra in bicchieri di plastica per evitare vetri rotti o peggio bottiglie usate come armi; tenere aperti i bagni e soprattutto non vendere alcolici ai minorenni.
«Abbiamo chiesto una collaborazione fattiva – spiega il sindaco Gabriele Astolfi – a quelli che giornalmente sono a contatto con i giovani, ma siamo pronti anche noi a fare la nostra parte. Il decreto Maroni mi attribuisce nuovi poteri e sono pronto ad emettere ordinanze ad hoc».
La giunta sta verificando tempi e costi per allestire un sistema di video sorveglianza nelle aree a rischio oltre che l'illuminazione delle stesse per scoraggiare simili avvenimenti.
«L'amministrazione fa del suo meglio – dice ancora il parroco – ma la verità è che esiste un problema culturale. Una sorta di opinione diffusa tra i giovani secondo la quale tutto è permesso e che non c'è nulla di male a urinare all'aperto (quand'anche si tratti della porta di una chiesa). Per cui chiunque si sente in diritto di fare i suoi bisogni dove capita e senza rispetto per nessuno. Tanto meno per i nostri bellissimi monumenti».


05/09/2008 10.23