Il consiglio comunale si impantana per ore sull’eredità di Angelucci

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il consiglio comunale si impantana per ore sull’eredità di Angelucci
FRANCAVILLA. …Ed alla fine l'emendamento salva licenze noleggio arrivò: «in applicazione ai requisiti elencati nell'art. 3 del Regolamento, si fissa in 100 il numero massimo delle licenze attive nel territorio di Francavilla». (Nella Foto: il sindaco Di Quinzio) LA PROTESTA DELL'AUTISTA
Dieci voti a favore, un astenuto, opposizione uscita dall'aula al momento del voto. Cinque ore di discussione ha impiegato il Consiglio comunale di Francavilla (prima su varie interpellanze, poi per oltre due ore sul problema della delibera Angelucci che aveva “liberalizzato” queste autorizzazioni) per arrivare all'emendamento illustrato da Vincenzo Di Lorenzo, PD.
Il tutto per cercare di arginare gli eventuali contenziosi annunciati dai 500 che hanno presentato domanda per la licenza Ncc (noleggio con conducente).
«Mi sorprende – ha spiegato nel suo intervento l'avv. Di Lorenzo – che l'opposizione non abbia capito la gravità della situazione creata dalla vecchia delibera ed i pericoli per le casse comunali, quantificabili in circa 10-12 milioni di euro di risarcimenti. Qui si trattava o di affossare il Comune ed esporre chi ha votato quella delibera a danni patrimoniali personali, mantenendo la delibera così com'era, o di salvare capra e cavoli, tutelando le casse comunali e recuperando gli utenti in regola».
Come noto, in 76 hanno già ottenuto il permesso, molti altri sono al momento del nulla osta già concesso, altri sono in fase istruttoria, mentre la Regione ha fatto sapere che tutta l'operazione è illegittima, in quanto il Regolamento approvato dalla precedente Giunta non ha previsto né il bando di gara né i criteri per la determinazione del numero delle licenze.
In aula non sono mancati momenti di tensione, con l'opposizione scatenata a cercare di inserirsi nella spaccatura creatasi nella Giunta.
«Il ritiro della delega all'assessore Stefano Di Renzo – ha detto Matricardi, Forza Italia – è una sconfessione politica, è un cartellino giallo pesante che annulla tutto il lavoro da lui fatto».
Di Renzo ha mantenuto i nervi saldi ed ha rinviato al mittente gli attacchi: «Sotto accusa – ha spiegato - non è la Giunta Di Quinzio, ma quella Angelucci che ha commesso questa grave irregolarità che sta mettendo a rischio le casse comunali. Io ho affrontato questa emergenza fin dai primi giorni del mio mandato e tutti mi avete dato atto di averlo fatto al meglio delle mie possibilità. Poi la Commissione consiliare ha scelto un'altra strada. Quindi non è una sconfessione politica, ma l'accettazione democratica di una linea voluta da maggioranza ed opposizione insieme».
Che è poi la posizione illustrata dal sindaco Nicolino Di Quinzio:«E' vero. Con l'assessore avevamo pensato all'annullamento in autotutela della delibera contestata – ha spiegato nel suo intervento – poi la Commissione ha scelto un'altra strada che è sembrata migliore. Solo i cretini non cambiano idea, quando si può fare di meglio. Quindi ritiro la precedente decisione».
E l'opposizione si è scatenata:«Ma come – ha attaccato Matricardi – avete chiesto 3 pareri legali, l'assessore ha proposto la revoca della delibera, è cambiata la firma del funzionario responsabile, forse c'è uno scontro PD-Udc?».
«Si potevano verificare meglio le licenze, quante sono in regola», ha rincarato Cappelletti.
«Il sindaco elogiò Di Renzo – ha ironizzato D'Amario – che prima era un genio, adesso non lo è più. Non è che siamo alla solita ricerca ossessiva delle malefatte di Angelucci, che invece non ci sono?».
Il fantasma dell'ex sindaco, invocato da D'Amario, si è subito materializzato: quando Di Lorenzo stava per illustrare l'emendamento, si è bloccato l'impianto di registrazione, tanto che il Consiglio è stato sospeso. Poi, dopo l'interruzione, l'opposizione non ha partecipato al voto (era presente solo Cappelletti, che si è astenuto) e le 100 licenze si sono salvate.

IL CASO UMANO

Non solo politica dietro il problema delle licenze per il noleggio. In Consiglio comunale a Francavilla sono andati in scena anche i casi umani, le speranze di lavoro, la delusione per un problema che sembrava risolto e che invece rischia di complicarsi.
Tra il pubblico presente c'erano alcuni aspiranti a questo lavoro e qualche moglie.
E ad un certo punto, per aver espresso a voce alta il suo dissenso (peraltro in modo molto civile) un cittadino è stato fatto allontanare dall'aula consiliare.
Il Regolamento infatti non prevede interruzioni da parte di estranei. Ma non c'è stata tensione.
«Io ho il nulla osta – spiega Nicola Grassi, fuori dell'aula – e con questo ho acquistato un'auto nuova. Adesso il Comune non vuole firmare la mia licenza ed io debbo pagare le rate. Sono sposato, ho una bambina di 17 mesi, non ho reddito e vivo ospite di mio padre. Se la vicenda non andrà a buon fine, chi mi risarcirà? Sono già andato dall'avvocato e alla Confartigianato per cercare una tutela. Eppure ho tutti i requisiti, tre patenti e la residenza a Francavilla. Voglio lavorare, mi sono impegnato anche durante le elezioni e come cittadino sento di avere il diritto di un risposta certa dal Comune. Con la licenza di noleggio avrei finalmente un lavoro: chi mi vuole togliere questa speranza?».

Sebastiano Calella 05/09/2008 9.56


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