Fiumi Pescara e Saline: grandi progetti per uno, grande discarica per l'altro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Fiumi Pescara e Saline: grandi progetti per uno, grande discarica per l'altro
PESCARA. Tre casse di espansione per controllare le piene del fiume Pescara ed evitare le esondazioni saranno realizzate nei comuni di Rosciano, Cepagatti, Manoppello e Chieti, a monte dei punti di maggiore rischio idraulico. E per il Saline non va altrettanto bene.
Sul fiume Pescara saranno rimodellati alcuni tratti del letto del fiume, per regolarizzarne la sezione di scorrimento e potenziare la capacita' di difesa idraulica degli argini, per un totale di 10 chilometri. A Pescara, poi, sara' ripulito il letto del fiume da tronchi e canneti. Il progetto preliminare per queste opere e' gia'
pronto, e la spesa prevista e' di 41 milioni di euro. L'intervento di ripulitura nel fiume, ha spiegato il sindaco D'Alfonso, sollecitato dal Comune, «non e' mai stato effettuato in trent'anni e va al di la' dell'estetica».
Tutto in salita, invece, il destino del fiume Saline.
La scorsa settimana la Forestale ha sequestrato undici terreni nei pressi del fiume dove sono stati ritrovati diossine, cianuro, solventi, cadmio, mercurio, rame e zinco.
Una vera e propria bomba ecologica delle dimensioni leggermente inferiori alla mega discarica di Bussi: otto i Comuni interessati nelle province di Pescara e Chieti per un totale di 1.080 ettari di terreno.
Si tratta di terreni sia demaniali sia appartenenti a società di persone e a privati. Il sequestro è scattato dopo gli accertamenti dell'Arta che sono ancora in corso e che hanno già rilevato la presenza di inquinanti che possono causare malattie «che non lasciano scampo».
«Occorre al più presto», ha detto il comandate della Forestale Guido Conti, «avviare la bonifica che fin dal 2003 avrebbe dovuto essere applicata. In quell'anno, infatti il fiume è stato inserito nel cosiddetto Sin, sito di interesse nazionale, da parte del ministero dell'Ambiente. Un provvedimento adottato proprio a causa della presenza di questi gravi materiali inquinanti, dei quali dobbiamo scoprire la provenienza. L'elemento più preoccupante è la vicinanza alla foce che mette a forte rischio la balneabilità».


01/09/2008 9.45