Impianto rifiuti pericolosi, la prima risposta sarà quella del Mario Negri Sud

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Mercoledì scorso su iniziativa del presidente della Provincia Tommaso Coletti, c'è stata una riunione di sindaci ed amministratori locali del vastese per analizzare il progetto avanzato dalla società "Vallecena s.r.l." di un impianto di trattamento per rifiuti pericolosi con annessa discarica di quelli non pericolosi in contrada Cicella.
Oltre al presidente Coletti erano presenti l'ingegner Giancarlo Moca, dirigente del settore Ambiente dell'amministrazione provinciale, l'architetti Antonio Di Chiacchio, dirigente del settore urbanistica provinciale, Tommaso Pagliani, del centro di ricerca "Maro Negri Sud"
di Santa Maria Imbaro.
Allo stato l'iter procedurale del progetto è alla Valutazione d'Impatto Ambientale (V.I.A.) alla regione Abruzzo ed, a breve, si attiveranno le riunioni della conferenza di servizio.
«Il consiglio provinciale di Chieti, già dalla prima istanza avanzata dalla società Vallecena s.r.l. nel 2006, si espresse contrariamente a questo possibile ed ulteriore impianto in un territorio già fortemente stressato», ha ricordato Coletti.
Ma il presidente non si è voluto affidare «solo ad aprioristici si o no senza valutazioni obiettive e complesse».
Per questo, «con la responsabilità e l'obiettività che ci è solita», il presidente Coletti, suffragato da valenti tecnici dell'ente e del Mario Negri Sud, ha voluto tastare gli umori degli amministratori e dei cittadini del territorio non solo per comprenderne le ragioni ma anche per valutare assieme come assumere posizioni coerenti con gli interessi generali.
Difatti sarà dato, coma già fatto per il centro oli di Ortona, un incarico al Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro per valutare nel merito il progetto, verificarne l'appropriatezza, la compatibilità e la sostenibilità ambientale nonché le ricadute sulla salute dei cittadini.
Poi il consiglio provinciale che verrà nuovamente investito dell'argomento, elaborerà una formale richiesta alla regione Abruzzo per ottenere la sospensione dell'iter procedurale in corso affinché, «ogni decisione, venga assunta dal costituendo Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) dei rifiuti cui competerà tutta la futura organizzazione e la messa in sinergia degli impianti esistenti».

02/08/2008 9.54