Proprietario della Lampara: «recuperiamo la terra di nessuno»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Recuperare la "terra di nessuno" intorno al mio stabilimento è possibile, ma le istituzioni devono attivarsi ognuna per le materie di competenza. La nostra collaborazione è stata massima e lo sarà in futuro ma noi possiamo al massimo cacciare clienti molesti nel nostro locale poi il nostro compito finisce qua». GUAI ANCHE PER LO STABILIMENTO ZARA RISSA NOTTURNA NEL CENTRO DI SILVI, 6 ARRESTI
Gianluca Di Tillio, uno dei gestori dello stabilimento balneare "La Lampara", lancia il suo appello per recuperare quella zona della riviera di Pescara, a ridosso della pineta, che da anni è diventato luogo abituale di spaccio.
Il problema secondo il gestore sarebbe il degrado circostante:
spiaggia libera buia, sporcizia, pineta poco controllata e luogo ideale per attività illecite.
La chiusura imposta dal questore per quanto riguarda il solo intrattenimento musicale serale e notturno (tutte le altre attività di balneazione di ristorazione e di bar continuano regolarmente) finirà con cinque giorni di anticipo.
Il provvedimento, infatti, è stato ridotto da 15 a 10 giorni. «Martedì riapriamo per la fattiva collaborazione prestata», ha spiegato Di Tillio.
«Ci siamo messi a disposizione della polizia», ha detto ancora il gestore, «abbiamo messo due fari rivolti verso la spiaggia libera, abbiamo così sopperito al fatto che l'illuminazione pubblica non funziona. Tengo a precisare però che la situazione è nota alle forze dell'ordine e che quei fenomeni di delinquenza si verificano in tutto l'arco dell'anno».
Anche d'inverno, infatti, quella zona è meta abituale di spacciatori ma è ovvio che il fenomeno si intensifica d'estate quando l'affluenza di giovani è maggiore.
Tre anni fa fu inviato un esposto alla procura della Repubblica:
«dunque la procura sapeva… è possibile in Italia fare qualcosa prima che accadano tragedie?», si domanda il gestore.
I controlli sono frequenti ma secondo gli esercenti la sola repressione non potrà mai debellare definitivamente il problema «Arrestato uno, dopo due giorni esce e ritorna», dicono, «ne allontaniamo molta di gente ma poi si rifanno vivi o altri prendono il loro posto, che cosa possiamo fare?».
Già che fare?
Un confronto serrato sarebbe stato avviato con l'amministrazione comunale alla quale i gestori hanno chiesto di riqualificare l'intera area.
«Credo che qualcosa possa migliorare con l'affidamento delle spiagge libere alla cooperativa, come ha stabilito il Comune», ha spiegato Di Tillio, «occorrono magari giochi per i bambini, panchine, una illuminazione adeguata… dove c'è buio e sporcizia c'è delinquenza, eliminiamo queste due cose ed il problema sarà risolto. Tra l'altro non è questo che è successo già in molti parchi della città?».
L'esercente ha poi contestato l'ordinanza di chiusura che reputa «offensiva nei confronti dei miei clienti che sono stati dipinti come "assuntori abituali di droghe". E' ovvio che non è così. Anche la rissa di giovedì scorso che ha portato all'accoltellamento di un giovane» precisa il titolare, «è avvenuto fuori dal nostro locale. Il ragazzo era stato allontanato circa mezzora prima dell'increscioso episodio per il suo evidente stato di ubriachezza e il ferimento è avvenuto davanti l'antistante spiaggia libera quando lo stabilimento era già totalmente chiuso..».
Ma il problema sarebbe legato anche ad altre situazioni di illegalità e di pericolo.
Molti infatti sono gli ambulanti che stazionano in zona, alcuni dei quali vendono cibo con i loro mezzi parcheggiati con due ruote sui marciapiedi e due sulla strada. Gli avventori sono costretti ad invadere la carreggiata per acquistare i panini.
«Hanno regolare licenza questi esercenti che restano aperti fino alle
7 di mattina?»
E' questa la domanda che si pongono i gestori degli stabilimenti della zona . Ma ora che i "riflettori" si sono accesi e le forze dell'ordine hanno giurato controlli ferrei e quotidiani gli spacciatori probabilmente dovranno trovare altre zone.

UNO STABILE PER DUE

Intanto, sempre in materia di sicurezza, il Comune si sta adoperando per trovare dei locali necessari all'armeria della polizia municipale, condizione necessaria per poter detenere le armi.

«Il sindaco D'Alfonso», ha denunciato il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia, «ha ufficializzato lo sfratto degli scout per rientrare in possesso dei locali. Peccato che il sindaco non sapesse neanche di aver sottoscritto un regolare contratto d'affitto con quegli scout, che versano un'indennità annuale. Oggi rischiamo di adottare una cura peggiore della malattia – ha commentato Albore Mascia -.
L'amministrazione ha già sbandierato ai quattro venti di poter consegnare già sabato 2 agosto i locali alla Polizia municipale».
Il contratto – ha spiegato il capogruppo «scade ogni anno nel mese di maggio e, come previsto nel documento, viene tacitamente rinnovato salvo diversa indicazione che doveva però essere notificata prima della scadenza. Così non è avvenuto e a maggio scorso il contratto si è automaticamente rinnovato. In altre parole gli scout risultano legittimi locatari a pagamento di stanze comunali, e non occupanti abusivi come forse pensava il Comune».

01/08/2008 10.04

GUAI ANCHE PER LO STABILIMENTO ZARA

PESCARA. Questa mattina la squadra mobile di Pescara ha notificato al titolare dello stabilimento Zara la sospensione per 15 giorni della licenza d'intrattenimento e vendita di bevande.
Il provvedimento di chiusura, che porta la firma di Giovanni Grimani, vicario del Questore di Pescara, è motivato dal fatto che lo stabilimento è ritenuto «pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica».
I servizi di controllo effettuati dalla sezione Antidroga della squadra Mobile, condotti per contrastare il fenomeno dello spaccio sulla riviera, hanno consentito di accertare che all'interno dello stabilimento, nelle ore serali e notturne, vi è una folta presenza di giovani tra i 15 ed i 20 anni che, «senza alcuna remora o particolare attenzione», sostengono dalla questura, «fumano spinelli condividendoli con altre persone sedute ai tavoli».
Tre le persone indagate, in stato di libertà, per detenzione di stupefacenti (hashish e marjuhana), mentre altre due sono state segnalate alla Prefettura come assuntori.
Inoltre, dalle indagini effettuate dalla Squadra Mobile in merito al ferimento di un giovane nella sera del 15 luglio, è emerso che il ragazzo, quella sera, si era recato presso lo stabilimento Zara dove aveva tentato di acquistare uno spinello da una persona presente all'interno del locale.
Da lì sarebbe partita la discussione e l'aggressione «Il provvedimento di chiusura», spiega ancora la questura, «pur recando un evidente danno economico al gestore del pubblico esercizio, tutela il superiore interesse dell'ordine e della sicurezza pubblica».

01/08/2008 15.18

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RISSA NOTTURNA NEL CENTRO DI SILVI, 6 ARRESTI

SILVI. Sembrava la scena di un film di Bud Spencer e Terence Hill quella accaduta alla mezzanotte di ieri, in pieno centro a Silvi Marina. Invece era tutto vero.
Sei persone, per futili motivi, hanno preso parte ad una violenta rissa e c'è stato subito il fuggi fuggi generale. Qualcuno ha pensato bene di chiamare i Carabinieri della locale Stazione comandata dal maresciallo Aiutante Antonio Tricarico.
Immediatamente sono giunte sul posto due pattuglie, già in servizio perlustrativo sul territorio, più altre 4 pattuglie delle stazioni limitrofe.
I carabinieri sono arrivati quando la rissa era ancora in atto e con non poca difficoltà, sebbene strattonati e aggrediti dai partecipanti, sono riusciti ad ottenere due risultati importanti: bloccare ed arrestare i responsabili e non riportare lesioni.
Solo uno dei partecipanti, un minorenne, è stato segnalato in stato di libertà alla Procura dei Minori di L'Aquila.
Per tutti l'accusa è di rissa aggravata e di concorso in resistenza a pubblico ufficiale.
Tutti i responsabili sono stati medicati dai sanitari del Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile di Atri avendo riportato lesioni non superiori ai venti giorni.
Tutti gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale di Teramo.

01/08/2008 17.56