Incendio di plastiche a Chieti, Wwf: «primi dati preoccupanti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Incendio di plastiche a Chieti, Wwf: «primi dati preoccupanti»
ABRUZZO. Il WWF: «necessaria una cabina di regia per la gestione dell'emergenza». L'Associazione accusa sulla situazione di degrado ambientale della Val Pescara: «enti pubblici ciechi da anni nonostante le ripetute denunce dell'associazione».
Il WWF interviene sulla situazione di estrema criticità ambientale che riguarda l'area di Chieti scalo a seguito dell'incendio dei rifiuti avvenuto sabato notte e la "scoperta" di numerose aree di scarico illegale di rifiuti lungo il Fiume Pescara.
Per l'associazione, a parte alcuni interventi tempestivi dell'Arta e l'avvio di un primo monitoraggio sui prodotti agricoli avviati oggi da parte della ASL, sta emergendo in queste ore «la mancanza di un'adeguata "filiera dell'emergenza" in cui si evidenziano chiaramente le responsabilità degli Enti che per primi hanno il dovere di provvedere a gestire l'emergenza, come la Protezione Civile, la Prefettura e il Comune, massima istituzione per la sanità pubblica».
Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo ha spiegato:
«bisogna vincere anni di inerzia e di cieco immobilismo per combattere adeguatamente i gravissimi fenomeni acuti e cronici di inquinamento della Val Pescara. Negli ultimi dieci anni avevano segnalato pubblicamente la situazione di completo Far West che regnava nella Val Pescara, divulgando anche un video degli scarichi illegali.
Avevamo proposto già ad ottobre 2007, durante l'iter di perimetrazione del Sito di Bussi, di includere anche la Val Pescara, in cui si sapeva dell'esistenza di aree estremamente contaminate a Manoppello, a Chieti e San Giovanni Teatino».
Secondo De Sanctis adesso «il percorso di bonifica di queste aree dovrà essere completamente a carico, sia finanziariamente che da un punto di vista amministrativo, degli Enti Locali mentre l'inclusione nel procedimento di Bussi avrebbe comportato procedure più veloci e anche fondi nazionali. Purtroppo scontiamo un'incapacità diffusa a trattare problemi ambientali così rilevanti e una generale indifferenza».
Rispetto all'emergenza dell'incendio,oltre agli interventi positivi posti in essere da ARTA e ASL, per il WWF è necessario «convocare un'assemblea pubblica con i cittadini per illustrare cosa stanno facendo gli enti pubblici e i primi dati delle analisi e rafforzare le strumentazioni in capo all'Arta che attualmente deve rivolgersi a laboratori esterni per il monitoraggio delle diossine».

01/08/2008 15.18

DOPO L'INCENDIO NELLA DISCARICA ACETO(FDC) CHIEDE FINANZIAMENTO

CHIETI. Una risoluzione urgente per impegnare la Giunta regionale a prevedere un impegno finanziario straordinario in favore dell'Arta, è stata presentata ieri in consiglio regionale da Liberato Aceto (Federazione di Centro –Udeur).
Queste risorse, è spiegato nel documento, «si rendono necessarie per il lavoro iniziale di svolgimento delle analisi dei terreni potenzialmente inquinati dalle sostanze tossiche provocate dalla combustione dei fumi sviluppatisi a seguito dell'incendio avvenuto a Chieti nella discarica gestita dalla società "Ecoabruzzo"».
Per Aceto, qualora i terreni dovessero risultare compromessi dalle sostanze nocive, l'esecutivo regionale deve essere altresì impegnato ad «esperire, dal lato amministrativo, ogni utile procedura per eseguire una immediata bonifica dei luoghi, soprattutto per scongiurare un eventuale avvelenamento delle falde acquifere».
In un discorso generale sulle vecchie discariche Aceto ha affermato che «l'allarme diffuso fra i cittadini abruzzesi è ormai altissimo.
Per questo l'intervento delle istituzioni deve essere immediato e rassicurante. Purtroppo per anni abbiamo assistito a connivenze e omertà che hanno consentito violazioni gravi alle leggi ambientali, generando veri e propri disastri che hanno toccato da vicino tutti noi. Il caso dell'acqua inquinata in Val Pescara è stato emblematico.
D'ora in avanti la tutela dell'ambiente e la sostenibilità dello sviluppo devono rappresentare i principi cardine di un nuovo corso politico che, almeno mi auguro, la nostra Regione deve darsi in materia ambientale. Per realizzare questo obiettivo è necessario prevedere dei cospicui investimenti per realizzare un'anagrafe dei siti inquinati per poi procedere alla loro bonifica».

01/08/2008 9.20