Stabilimento chiuso «per motivi di sicurezza». Clienti:«provvedimento ingiusto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Spaccio di droga con rissa nei giorni scorsi davanti lo stabilimento balneare La Lampara. Il questore ha disposto la chiusura della struttura «per motivi di ordine e sicurezza». Tutto chiuso per le prossime due settimane.
Una rissa che ha coinvolto un ragazzo che stava festeggiando il proprio compleanno all'interno dello stabilimento è stata solo la scintilla.
Nella zona, riviera nord di Pescara, secondo la polizia, gira troppa droga. La spiaggia libera attigua allo stabilimento è ormai una zona di spaccio senza controllo, frequentata per lo più da extracomunitari.
Per i prossimi 15 giorni, ha deciso il questore, lo stabilimento la Lampara deve rimanere chiuso.
La decisione finale è arrivata dopo che alcuni algerini hanno tentato di spacciare droga ad un agente in borghese. Le conseguenze? 3 arresti in flagranza e stabilimento chiuso per due settimane.
Ma per molti la situazione è degenerata anche se il fenomeno sarebbe noto da anni.
Ed è subito scattata la protesta dei balneatori proprietari e dei clienti.
Per tutti parla Daniele Bertoldo che racconta a PrimaDaNoi.it: «io sono, come direbbe il nostro questore, uno di quei "soggetti pericolosi" che frequentano la Lampara. Tutti noi ci sentiamo profondamente offesi dalla motivazione data dagli organi competenti,in merito al provvedimento di chiusura serale del nostro locale preferito. Veniamo a conoscenza solo oggi, che l'opinione del nostro stato nei nostri confronti è equiparata a quella di un qualsiasi deliquentello di strada».
«Mi domando», prosegue Bertoldo, «come si possano dare giudizi e di conseguenza prendere decisioni sul locale senza conoscere realmente la realtà che si vive nello stabilimento, solo in funzione di episodi, sicuramente spiacevoli,scaturiti non da una mancanza organizzativa dei gestori,ma da una latente assenza degli organi competenti».
Sulla sicurezza dello stabilimento il cliente non ha dubbi: «credete realmente che saremmo così folli da portare i nostri bambini in un covo di delinquenti o di organizzarci pranzi lavorativi con i nostri responsabili aziendali o di organizzare cene di compleanno esclusivamente nel nostro stabilimento?
E' ingiusto che si criminalizzi noi liberi ed onesti cittadini, che abbiamo deciso di farci accompagnare nella nostra estati da uno staff di persone serie solo per una mancanza latente di organizzazione da parte delle nostre forze dell'ordine».


31/07/2008 10.41